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7:00 AM PT - Feb 28th, 2012
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Paolo Finoglio (Orta di Atella, Napoli 1590 - Conversano 1645) Santa in preghiera olio su tela cm 92 x 75,5 Provenienza: Collezione di una nobile famiglia, Acerra, sul finire dell'Ottocento. Collezione privata, Roma, 2000. Esposizione: Battistello Caracciolo, Napoli, 9 novembre 1991 - 19 gennaio 1992, cat. n.2.47 Paolo Finoglio e il suo tempo, Conversano, 18 aprile - 30 settembre 2000, cat. n. 22 Bibliografia: F. Bologna, Battistello e gli altri: il primo tempo della pittura caravaggesca a Napoli, in Battistello Caracciolo e il primo naturalismo a Napoli, a cura di F. Bologna, Napoli 1991, p. 69, fig. 43. Paolo Finoglio e il suo tempo: un pittore napoletano alla corte degli Acquaviva, catalogo della mostra, Napoli 2000, scheda a cura di R. Mavelli, cat. n. 22, p. 154 (riproduzione a colori a p. 103). ***La luce incidente dall'alto a sinistra illumina la figura di una santa raccolta in preghiera e leggermente rivolta in avanti, assecondandone l'impostazione diagonale. Sullo sfondo campeggia un acquedotto romano diroccato e sconfinante in una montagna blu intenso. La sagoma dell'acquedotto accentua la linea obliqua del primo piano proiettandolo sull'orizzonte. La modella, donna del volgo, è di una bellezza moderna: il naso ed il mento assumono particolare rilievo e le dita grandi delle mani sono quelle di una contadina, non certo di una nobildonna. Se ciò rappresenta un omaggio creativo di Finoglio alla lezione di Caravaggio e agli umili protagonisti delle sue opere, per il tramite di Battistello Caracciolo, la semplicità arcaica che emana dalla giovane in preghiera ricorda la personale propensione del pittore napoletano a declinare il naturalismo in pacate geometrie rinvianti agli antichi maestri del Rinascimento, non ultimo qui ritorna il ricordo del sommo Antonello da Messina. Averla ritratta a grandezza naturale, d'altra parte, fa sì che la santa ci appaia come in visione, appropriata quindi per la devozione privata di una ricca committenza, come sta ad attestare anche la provenienza della tela. Il riferimento al mondo classico che diventa antico con il Cristianesimo è dato dall'architettura romana, non riconducibile ad un monumento preciso quanto piuttosto libera interpretazione dei dipinti d'architetture realizzati da Viviano Codazzi e Micco Spadaro, qui semplificati e resi con accenti quasi metafisici. Nel catalogo della mostra monografica dedicata al pittore, Rita Mavelli definiva l'opera in esame "uno dei momenti più ispirati della produzione di Finoglio", ravvisando la similitudine della santa con la Madonna del Matrimonio mistico di santa Caterina a Milano, collezione privata, a prova di un modus operandi proprio dell'artista nella sua maturità di reiterare modelli compositivi consolidati e di forte impatto visivo (R. Mavelli, Paolo Finoglio, op. cit., p. 154). Ferdinando Bologna nel rendere noto il dipinto di Paolo Finoglio nella mostra Battistello Caracciolo e il primo naturalismo a Napoli del 1991, lo ha riferito all'attività del pittore sul finire gli anni Venti del Seicento, ravvisando la stretta vicinanza del dipinto offerto nel lotto con la Santa martire conservata nel Museo Cristiano di Esztergom. Raffaello Causa ha considerato la tela ungherese opera della metà degli anni Trenta, unitamente alla Vergine col Bambino e santi della chiesa dei Santi Bernardo e Margherita a Fonseca (R. Causa, La pittura del Seicento a Napoli dal naturalismo al barocco, in Storia di Napoli, V, Cava dei Tirreni 1972, p. 977, nota 81, fig. 303), mentre Nicola Spinosa ha proposto, sempre per il dipinto di Esztergom, una datazione alla seconda metà degli anni Venti, ravvisando affinità con lo Sposalizio della Vergine in Santa Maria di Piedigrotta e con Giuseppe e la moglie di Putifarre a Cambridge, Fogg Museum (N. Spinosa, La pittura del Seicento a Napoli tra naturalismo, classicismo e barocco, Palermo 1997-98, p. 20). A proposito di un dipinto di Artemisia Gentileschi raffigurante Santa Caterina d'Alessandria, apparsa a Christie's, New York, 24 aprile 1995 (al lotto 66), Leonard J. Slatkes ha osservato delle assonanze con il presente dipinto per il preziosismo delle stoffe e la ricercatezza della tavolozza impiegata nonché per il modo di dipingere le pieghe sottili scavate dalle ombre. Paolo Finoglio è figura di spicco nella cultura figurativa napoletana della prima metà del Seicento, e si colloca tra i primi naturalisti informati sulle novità di Caravaggio nella capitale del Viceregno spagnolo. Originario di Orta d'Atella, si formò a Napoli presso la bottega di Battistello Caracciolo, secondo la testimonianza di De Dominici (1742-43, III, p. 115). Recenti ricerche documentarie hanno arricchito le notizie sul pittore che, a partire dal secondo decennio del Seicento, risulta attivo nel Salento, dove più evidente appare il suo legame con la tradizione tardomanierista di Ippolito Borghese. Alternò alle committenze realizzate nelle Puglie, nel Beneventano e in Molise [cfr. R. Lattuada, Un inedito di Paolo Finoglio, in "Conoscenze: rivista annuale della Soprintendenza", 1 (1984)], un'intensa attività a Napoli, passando dalla produzione di dipinti religiosi a scene profane. A quest'ultimo genere appartiene il più importante incarico della maturità dell'artista, chiamato a Conversano dal conte Giangirolamo II Acquaviva d'Aragona per eseguire dieci tele rappresentati episodi della Gerusalemme Liberata nel Castello della cittadina pugliese. E questa serie la sua grande ed ultima invenzione, terminata nel 1645, anno della scomparsa dell'artista. PAOLO FINOGLIO (ORTA DI ATELLA, NAPLES 1590 - CONVERSANO 1645) PRAYING FEMALE SAINT, OIL ON CANVAS 92 X 75,5 CM . ImagesClick on thumbnails to see larger images:
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