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Saba, Umberto (Trieste 1883 - Gorizia 1957) Lette

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Saba, Umberto (Trieste 1883 - Gorizia 1957) Lettere autografe
Due lettere autografe, due pagine in 4°, una scritta a matita datata Roma 6 febbraio 1939, 1 pagina dattiloscritto con minime correzioni, appunto con correzioni autografe.

***Eccezionale documento di fortissimo impatto emotivo: si tratta della lettere inviate al Duce e alla Direzione per la Demografia e la Razza con la richiesta di essere considerato a tutti gli effetti italiano, non ebreo, e che gli venga dunque riconosciuta "la discriminazione per meriti letterari di carattere nazionale". "Roma, 6 febbraio 1939 - XVII Alla Direzione per la Demografia e la Razza - Roma Il sottoscritto, in base alla sua lettera indirizzata al Duce col tramite del Ministero della Cultura popolare e da esso benevolmente trasmessa a cod.Direzione, si onora chiedere cola presente la discriminazione per meriti letterari di carattere nazionale. Opere [...]". Ma ben più radicale è la lettera al Duce, dove ribadisce, tra le altre cose, che "Sono nato italiano di padre ariano (si chiamava Poli; Saba era in origine il mio pseudonimo letterario, che fu poi legalizzato con Decreto Reale) e da madre ebrea. Nell'Ottobre XVI ero però iscritto alla Comunità Israelitica. Senza questo ultimo punto sarei considerato anche dopo le recenti disposizioni, di razza italiana." Ma il punto chiave su cui spera di far leva è soprattutto la vena tutta italiana della sua produzione poetica, tanto da autopresentarsi in un'irreale e forzata veste patriottica: "Per un commerciante la Patria può essere anche là dove guadagna; ma toglierla ad un poeta è per lui una sofferenza atroce; è come togliere la madre ad un bambino". Eppure quel padre italiano - qui con forza rivendicato con intenti chiaramente strumentali - aveva trovato il coraggio, appena nato, di abbandonarlo al suo destino con la madre ebrea... La lettera al Duce viene scritta il 23 dicembre 1938, ricevuta il 29 dall'ufficio competente. In una nota sempre autografa Saba dichiara: "Illustre e caro Bertoni. Eccole la copia della lettera, che può far leggere a Federzoni. Ringraziandola per la sua comprensione e bontà, e sperando di poter essere qui ancora lunedì e di poter parlare personalmente con Federzoni, sono il suo dev. Saba". Il bolognese Luigi Federzoni fu uno dei principali collaboratori di Mussolini, , presidente del Senato e della Treccani, non insensibile alle richieste di vari intellettuali e scrittori italiani; Saba giungerà a lui per il tramite di Giulio Bertoni, fondatore e direttore della rivista Archivium romanicum, redattore del Giornale storico della letteratura italiana e membro del comitato di redazione dell'Atlante linguistico italiano, che lasciò per collaborare alla Enciclopedia italiana. Ma la richiesta, come è noto, non andò a buon fine e Saba dovette rifugiarsi prima a Parigi, quindi a Firenze dove Montale e altri intellettuali antifascisti gli offriranno rifugio e protezione. Drammatica testimonianza personale di uno dei più grandi poeti del Novecento..

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Una collezione di legature
2:00 AM PT - Dec 6th, 2006

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Bloomsbury Auctions Italia

Via Della Pilotta, 18
Rome, 00187
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