***La storia dei librettisti della Manon è un capitolo in parte noto, in parte ancora da scrivere. Puccini, nutrendo altissimi aspettative sul libretto della Manon, rifiutò ogni compromesso e coinvolse una sequela di autori. Giulio Ricordi chiese per primo al compositore Ruggero Leoncavallo di scrivere il libretto, ma Puccini rifiutò il suo primo progetto. Quindi fu il turno del suo amico Marco Praga, un drammaturgo nuovo alla scrittura di libretti, che richiese l'aiuto dell'amico e poeta Domenico Oliva per scriverne i versi. I due compagni completarono un libretto, per il quale Puccini compose il primo atto, ma presto il compositore richiese un nuovo abbozzo. Praga abbandonò il progetto e vi si allegò di nuovo Leoncavallo, che insieme ad Oliva riscrisse un nuovo abbozzo seguendo le richieste di Puccini. Fu il librettista Luigi Illica a finalizzare infine il libretto, con la partecipazione di Ricordi e Puccini. Il libretto finale di Manon Lescaut fu un miscuglio del lavoro di troppi scrittori e non fu attribuito a nessuno. Fu la competizione con Massenet a stimolare Puccini nella ricerca di un libretto della Manon in linea con le sue attese, e soprattutto con l'idea tutta personale dell'eroina disegnata da Prevost.Di grande interesse le lettere di Ricordi a Oliva:6 luglio 1892:"Mi valgo della somma cortesia di cui Ella mi da prova, per entrare con tutta franchezza nell'argomento che c'interessa. Intanto, caro Avvocato, Ella mi ha messo in un brutto impiccio - cioè segnando in inchiostro, anziché al lapis - così questa essendo la sola copia che mi rimane, non posso servirmene.con altri, il che del resto Ella prevedeva nella di Lei lettera. Se molte fra le osservazioni da lei fatte mi sembrano giuste, nel complesso tuttavia, trovo in esse una certa quale acerbità, cui non si può sottrarre un autore - sentimento, del resto, ch'io apprezzo - Ma a me, incompetente in materia letteraria, sia permesso parlare dal punto di vista musicale: ebbene, quei brani che sembrano lunghi, od oziosi, ho voluto udirli al pianoforte e passano rapidissimi, perché tutti a note e parole, su tempi veloci = così dicasi del finale 1°, e di quello della prima parte dell'Atto 2°. Certo però, qua e là, alcun verso andrebbe ritoccato.Io credevo che, col manoscritto presentatole, Ella chiamasse presso di se Illica, e di presenza esporre allo stesso le di lei impressioni, i di lei desideri = il trovarsi a contatto, dirò così scherzosamente, le parti belligeranti, conduce più facilmente alla pace! Ma infine ad una soluzione bisogna pur venire. (.)"1 marzo 1893".Pur troppo questa benedetta Manon finì per costarmi molti dipiaceri e.molti quattrini!!! ,ed accomodi, e modificazioni e riaccomodi.e Pantalone paga! - Ma infine, non me ne pento: l'opera è pienamente riuscita e non se ne parli più. Tuttavia, un ultimo dispiacere mi rimane: quello di non essere riuscito a conciliare (si intende poeticamente) i due definitivi collaboratori del Libretto: cioè lei ed Illica. Non s'abbia a male, eg.o avvocato, se a cosa fatta, le dica con vera schiettezza ciò ch'io vagheggiava: segnare, cioè, sul libretto i due nomi Oliva ed Illica, e pregare il primo a cedere, se non a metà, almeno una parte di percentuale al secondo. Questa era la mia idea= ripeto tutta mia, perché il lavoro d'Illica fu da me interamente compensato. (...)"Tutte le lettere sono, in diverso modo, ricche di preziose informazioni sull'elaborazione del libretto. E di grandissimo interesse è poi l'originale autografo di Oliva del primo atto: un piccolo libretto in 4° di 135 x 210 mm., composto da 45 pg. trascritte in bella copia, con correzioni a lapis presumibilmente di Ricordi. Le varianti sono innumerevoli rispetto alla versione definitiva, ed è prezioso filologicamente controllare in nuce la prima redazione di un capolavoro.Una documentazione impressionante, tutta da studiare..
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Auction details
La collezione musicale di Claude Lebet
8:00 AM PT - May 7th, 2008
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Bloomsbury Auctions Italia
Rome, 00187


