Napoli 1607 - 1665 Lot e le figlieolio su tela, cm 234x174. La tela in esame raffigura l'episodio biblico che vede Lot ubriacato dalle proprie figlie (Genesi, 19, 30-38). Il nipote di Abramo era andato a vivere in una caverna con le due figlie; queste, non avendo trovato alcun uomo con cui unirsi, per perpetuare la loro stirpe, ubriacarono il padre e a turno giacquero con lui. Egli viene raffigurato al centro della composizione, adagiato a terra e colto nell'atto di abbracciare la fanciulla vista di schiena che lo seduce mentre l'altra mesce il vino. Ad animare la scena, un piccolo e vivace cagnolino accanto al piede di una delle figlie. Per la sua maturazione stilistica la vicinanza, in occasione dei lavori nella cattedrale di Pozzuoli, che, cominciati nel 1635 si protrassero per molti anni, con il Lanfranco, con Artemisia Gentileschi e con Massimo Stanzione.La tela è riconducibile al napoletano Agostino Beltrano, pittore che il De Dominaci include tra gli allievi di Stanzione e di cui parla nella vita di Pacecco De Rosa, definendolo tra i migliori scolari del maestro. Gli storici hanno ritenuto che la sua prima formazione fosse avvenuta presso il Vitale, ma di recente un documento ha evidenziato che il Beltrano, quattordicenne, fu messo a bottega nel 1621 assieme a Diana De Rosa, diciottenne, da Gaspare De Populo, pittore del quale conosciamo ben poco, se non che fu legato allo Stanzione, di cui tenne a battesimo il primogenito.La critica si è da tempo impegnata a ricostruire la personalità artistica del Beltrano ed ha distinto una fase naturalista, contigua ai modi falconiani ed un secondo periodo più propriamente stanzionesco, contrassegnato da figure più eleganti ed una cromia chiara con pochi toni di base, molto vicina allo stile tardo dello Stanzione, culminante nella tela raffigurante Lot e le figlie di collezione Molinari Pradelli. Questo stesso soggetto nel nostro caso si avvale di una scenografia spoglia fatta di un pesante drappo panneggiato sul fondo e di un tappeto rabescato sul quale sono adagiati i personaggi e ove si dispone, sul primo piano a sinistra, una bella natura morta di utensili disposti entro un canestro ed un piatto con del formaggio. L'attenzione al dato realistico, che qui si esprime al meglio, si palesa soprattutto nelle anatomie del vecchio, caratterizzato dall'addome contratto, e delle due fanciulle, di cui si apprezzano i corpi robusti e quasi mascolini (si veda quella di spalle), pienamente messi in risalto ed investiti dalla luce, in contrasto cromatico col fondo scuro. Non insensibile, infatti, al naturalismo caravaggesco, come lo Stanzione il pittore adotta una linea più classicheggiante evidentemente desunta dal Lanfranco, Artemisia Gentileschi, il Ribera, ma soprattutto di Guido Reni, attraverso il pittore casertano. Si ringrazia il prof. Nicola Spinosa per aver confermato l'attribuzione
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Auction details
Furnitures, Drawings & Old Master Paintings
6:30 AM PT - Jul 6th, 2008
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San Marco Casa d'aste S.p.A.
Santa Croce 1681/A
Venice, 30135
Venice, 30135



