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Old Master Paintings & Antique Furnitures
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Santa Croce 1681/A
Venice, 30135 ![]()
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Venezia 1712 – 1793. Veduta del forte di Sant'Andrea nella laguna di Venezia, olio su tela, cm 36x55,7. Il forte di Sant'Andrea, costruito entro il 1543 su progetto del veronese Michele Sanmicheli, sorge su una piccola isola lagunare di fronte a San Nicolò del Lido e costituiva in origine la principale difesa predisposta dalla Serenissima per fronteggiare l'eventuale ingresso in laguna di navi nemiche provenienti dall'Adriatico. Nella veduta, ripresa da un'imbarcazione posta al centro della bocca di porto del Lido, il forte si trova a destra, mentre a sinistra appaiono gli edifici dell'isola stessa, tra i quali emerge la mole della chiesa dedicata a San Nicolò, davanti alla quale avveniva annualmente, in occasione della festa dell'Ascensione (la Sensa per i Veneziani), la fastosa cerimonia dello sposalizio del mare, più volte documentata anche da Francesco Guardi. Questa splendida veduta è stata resa nota da Antonio Morassi (1973), quando faceva parte di una raccolta privata a Parigi; in precedenza essa era appartenuta alla collezione dei baroni Rotschild e in seguito al barone Emmanuel Léonino, egualmente a Parigi, il quale aveva sposato Berthe Juliette Rotschild nel 1892; negli anni immediatamente successivi alla morte del Léonino, avvenuta nel 1937, la tela è giunta alla collocazione ricordata dallo studioso goriziano per tramite del celeberrimo antiquario Wildenstein di New York. L'assegnazione a Francesco avanzata dal Morassi è stata accolta senza alcun tentennamento anche da Luigina Rossi Bertolatto (1974).Pubblicandola, Morassi definisce questa veduta "opera tarda, bellissima"; e in effetti, si tratta di uno dei più alti raggiungimenti della più avanzata maturità del pittore veneziano, nel corso della quale Francesco ha prodotto – forse stimolato in questo dalla novità del tema – numerose immagini delle isole e dei luoghi "minori" della laguna veneziana, tutte di modeste dimensioni, ma similmente caratterizzate da riprese di amplissimo respiro, grandangolari, probabilmente messe in scena utilizzando nella fase preparatoria la camera ottica. Tipiche di questo momento finale della produzione di Francesco sono la scrittura pittorica sommaria, che tende ad indicare più che a descrivere con perfetta adesione alla realtà architetture, oggetti e persone presenti nei suoi dipinti, e la splendida qualità del colore, liquido e trasparente, nella prevalenza degli azzurri toccati di impalpabili trapassi grigio-verdi che dall'acqua trascolorano nel cielo; egualmente caratteristica di questa fase finale della sua produzione è la qualità delle vivacissime e sintetiche figurette collocate sulle numerose imbarcazioni che solcano le calme acque della laguna.Bibliografia:A. Morassi, Guardi. I dipinti, Venezia 1973, vol. I, pp. 250-251 e scheda n. 642L. Rossi Bertolatto, L'opera completa di Francesco Guardi, Milano 1974, n. 744.
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