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VILLA PONTI GREPPI - MERATE (LC)
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Santa Croce 1681/A
Venice, 30135 ![]()
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Santander 1781 – Madrid 1859 La Felicità Eterna olio su tela, cm 210x189 firma e data sulla tavola sorretta dall'amorino di sinistra: J. de Mádrazo f.t Roma / 1813 iscrizioni sulle tavole: FELICES QUI AMANT / CUSTOD – FELICES / QUI CUSTOD / AMANDO Come notato da Elisabetta Chiodini (comunicazione scritta), non è escluso che l'opera, conosciuta fin ora solo da un disegno acquerellato in collezione privata (riprodotto in: Los Madrazo: una famiglia de artistas, catalogo della mostra, Madrid 1985, p. 209), sia probabilmente da identificare con la tela inventariata fra i beni di proprietà della corona spagnola imbarcata su una nave che naufragò al largo della costa di Barcellona il 4 marzo 1819, anche se non sembra aver riportato danni dovuti all'azione dell'acqua marina. Commissionata al pittore spagnolo Madrazo da Carlo IV, la tela era destinata alla decorazione di uno dei soffitti dell'appartamento reale a Sant'Alessio sull'Aventino, monastero appartenuto ai frati Girolamini, soppresso dai francesi nel 1810 ed acquistato nel 1813 dai reali di Spagna in esilio quale residenza estiva. Le ultime notizie sulla tela risalgono all'inventario del 1835 redatto dallo stesso José de Madrazo per la rivista "El Artista", che catalogava il dipinto come "alegoría pintada al óleo para un techo de S.r D.n Carlos IV; este quadro lo posee hoy día la Reyna viuda de Nápoles", mentre Federico de Madrazo precisa che il quadro "pasó después de la muerte del ex-Rey a Madrid y de aquí al Palacio Real de Nápoles". Il fatto che Federico de Madrazo lo citi fra i dipinti del palazzo reale di Napoli, lascia presupporre che la tela sia stata offerta come dono di nozze da Ferdinando VII, figlio di Carlo IV, a Maria Cristina di Borbone, sposata nel 1829 dopo la morte della sua terza consorte Maria Giuseppina di Sassonia, e probabilmente ereditato dalla figlia Maria Isabella di Borbone, la futura regina Isabella II. A conferma di ciò, le insegne gentilizie della famiglia Borbone ancora in parte leggibili sui due sigilli in ceralacca che univano, mediante una fettuccia, la tela al telaio.Nella raffigurazione dell'insolito soggetto, il pittore dovette prendere spunto dal repertorio iconografico di Cesare Ripa che descriveva la felicità Eterna come "una giovane ignuda, colle trecce d'oro, e coronata di lauro. […] Sia bella e risplendente, siederà tenendo una palma nella sinistra mano e nella destra una fiamma di fuoco, alzando gli occhi in alto in segno d'allegrezza". Altro fondamentale modello di riferimento, oltre all'Immacolata concezione di Mengs, è il Raffaello della Galatea alla Farnesina e dell'Allegoria della Poesia nel tondo da soffitto nella Stanza della Segnatura, a testimonianza dell'attenzione posta dall'artista nello studio dei classici del Rinascimento italiano che ebbe modo di toccare con mano durante il soggiorno nella città dei papi del 1803-18. Significative di questi interessi, ad esempio, sono le copie da Tiziano eseguite per incarico di Carlo IV, giunto con la propria corte a Roma nel 1812, nonché alcune opere di impronta raffaellesca realizzate in questi anni come la Liberazione di san Pietro al museo di Avila. Bibliografia: V. Cardarera, Don José de Madrazo, in "El Artista", II, XXVI, 1835, p. 308J. Caveda, Memorias para la istoria de la Real Accademia de San Fernando y de las Bellas Artes en España, desde el advenimiento al trono de Felipe V, hasta nuestros días, Madrid 1868, p. 316M. Ossorio y Bernard, Galería biográfica de artistas españoles del siglo XIX, Madrid 1883-84, p. 399A. Vegue Goldoni, F.J. Sanchez Cantón, Tres salas del Museo Romántico, Donación Vega Inclán, catálogo, Madrid 1921, p. 73E. Pardo Canalis, 1947, pp. 67-68B. De Pantorba, Don José de Madrazo, in "Arte Español", XVII, 1947, p. 67F. De Madrazo, Recuerdos de mi vida, in Federico de Madrazo, catalogo della mostra, Madrid 1994, pp. 111-118F. de Madrazo, Federico de Madrazo, Epistolario, catalogo della mostra, Madrid 1994, p. 16J. de Luis Díez, José de Madrazo (1781-1859), Madrid 1998, pp. 199-207, n. 38
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