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Old Master Paintings, Furnitures, Sculptures
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Santa Croce 1681/A
Venice, 30135 ![]()
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Anversa 1599 – 1652 e THOMAS WILLEBORTS BOSSCHAERT Berg-op-Zoom 1614 – Anversa 1654 Scena di cucina olio su tela, cm 240x175 sigla in basso a destra alla base dell'anfora. La bellissima e imponente scena di cucina è quella citata in alcune fonti documentarie recentemente venute alla luce che ricordano come, su richiesta del principe Frederic Henri da Nassau, Adrien Van Utrecht eseguì, in collaborazione con il Bosschaert, una importante composizione dal soggetto non precisato. Per tale opera, destinata alla residenza principesca dell'Aja, domicilio estivo della casata degli Orange, nel 1648 Van Utrecht fu pagato la considerevole somma di 400 fiorini.Obbligato il confronto con fra la nostra tela e la nota Küchenstuck della Staatlichen Gemäldegalerie di Kassel, firmata per esteso e datata 1629, ove compare lo stesso timballo di cigno sontuosamente decorato e che osserviamo identico in un'opera di analogo soggetto di David Theniers il Giovane eseguita nel 1644 e conservata al Museo dell'Aja. Tali emblematiche e ricche decorazioni facevano parte del cerimoniale da tavola delle feste celebrate dall'aristocrazia nel Seicento, nelle quali la facevano da padroni invenzioni 'scultoree' realizzate con timballi e gelatine che risultavano più pietanze da guardare che da mangiare.L'elaborata composizione si svolge su due diversi piani orizzontali, uno costituito dalla selvaggina e dai pesci appesi alla parete o poggiati sulla tavola, mentre al suolo si contrappongono grandi cavoli (del tipico colore grigio-verde tanto usato dal pittore), carciofi, patate e finocchi; nella rigorosa suddivisione delle carni dalla verdura, sparsa a terra in basso al centro, e dalla frutta, ordinata in un piatto d'argento, la figura della cuciniera spicca al centro in tutta la sua prorompente avvenenza e va considerata di mano del Bosschaert per il tipico allungamento del viso pieno, con un lungo dorso del naso ed una bocca stretta che si rigonfia al centro, nonché per la caratteristica cifra stilistica che risente assai dell'influenza di Rubens e Van Dyck.Come suggerisce Heinrich, si potrebbe pensare ad una datazione intorno al 1646-48 per la nostra tela, in riferimento ad alcune interessanti analogie con altre opere eseguite in collaborazione fra i due pittori, quale la Scena di cucina con domestica conservata al Museo Merghelynck di Ypern, e per calzanti raffronti con altre similissime figure femminili eseguite dal Bossachaert in questo torno di anni. Infatti, nonostante la resa grossolana dei tratti della nostra cuciniera, sono evidenti le concordanze con la fisionomia di Medea nell'opera compiuta dal Willeboirts nel 1647, oggi nella Bildergalerie di Potsdam-Sanssouci, o con la Maria della successiva Sacra Famiglia di Los Angeles.Completano l'apparato decorativo della tela, che si svela evidentemente debitrice dei modi di Frans Snyders e Jan Fyt, una grande anfora da cui fuoriescono lunghi e filamentosi gambi di verdura, il calice con coperchio in argento cesellato e il bicchiere in cristallo, pochi ma significativi assaggi di quello che comparirà sulla nobile tavola imbandita.Bibliografia:Katalog Kassel 1958, p. 162 n. 156N. Scheider, Nature morte, Koln 1999, pp. 44-45A. Heinrich, Thomas Willeboirts Bosschaert (1613/14-1654). Ein flämischer Nachfolger Van Dycks, Brepols 2003, fig. 73
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