Auction details
Old Master Paintings, Furnitures, Sculptures
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Santa Croce 1681/A
Venice, 30135 ![]()
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Venezia 1712 – 1793 Veduta della laguna di Venezia col forte di Sant'Andrea olio su tela, cm 26x43,5 Riferendola con certezza a Francesco Guardi, Egidio Martini (comunicazione scritta) sottolinea come si tratti di "un lavoro delicato e finissimo del pittore che, pur nella sua limitata misura, ha un ampio respiro sia per l'alto spazio del cielo sia per la grande distesa dell'acqua" popolata, sul primo piano da numerose piccole barche e gondole ove spiccano le vivaci, nervose caratteristiche 'macchiette', quasi una firma del celebre vedutista. Sulla destra spicca il forte di Sant'Andrea, costruito entro il 1543 su progetto del veronese Michele Sanmicheli, sorto su una piccola isola lagunare di fronte a San Nicolò del Lido. In origine la principale difesa predisposta dalla Serenissima per fronteggiare l'eventuale ingresso in laguna di navi nemiche provenienti dall'Adriatico, il Forte fu immortalato dal pittore in altre tele, quali quella già a Londra in collezione Tooth, l'altra del Fitzwilliam Museum di Cambridge, quella in collezione Koester a Zurigo e quella recentemente passata in un'asta San Marco (Venezia, 2 novembre 2008, lotto 65). Si tratta di una significativa prova della più avanzata maturità del pittore veneziano, nel corso della quale Francesco ha prodotto – forse stimolato in questo dalla novità del tema – numerose immagini delle isole e dei luoghi "minori" della laguna veneziana, tutte di modeste dimensioni, ma similmente caratterizzate da riprese di amplissimo respiro, grandangolari, probabilmente messe in scena utilizzando nella fase preparatoria la camera ottica. Significative analogie, infatti, si rintracciano con L'isola di San Cristoforo in collezione privata a Ginevra, la Laguna presso l'isola della Certosa della Galleria Hallsborough di Londra e, ancora, la Laguna con la torre di Marghera della National Gallery of Victoria di Melbourne (riprodotte in: A. Morassi, Guardi, Milano 1973, figg. 606, 615, 626), dipinti tutti da considerare della fase più avanzata del percorso artistico del pittore. Tipiche di questo momento finale della produzione di Francesco sono la scrittura pittorica estremamente sommaria, che tende ad indicare più che a descrivere con perfetta adesione alla realtà architetture, oggetti e persone presenti nei suoi dipinti, e la splendida qualità del colore, liquido e trasparente, nella prevalenza degli azzurri toccati di impalpabili trapassi grigio-verdi che dall'acqua trascolorano nel cielo.
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