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Old Master Paintings, Furnitures, Sculptures
6:30 AM PT - Mar 29th, 2009

 

offered by
San Marco Casa d'aste S.p.A.

 

Santa Croce 1681/A

Venice, 30135
It Auction

 

       

Lot 273 save

MAFFEO E ANDREA OLIVIERI

Brescia, 1484-1543 Brescia, 1494-1552 LO SPOSALIZIO DELLA VERGINE gruppo scultoreo in legno dorato e dipinto in policromia. San Zaccaria, cm. 148x40x28 Madonna, cm. 128x45x30 San Giuseppe, cm. 129x55x34 L'eccezionale gruppo scultoreo qui presentato è costituito da tre sculture: San Zaccaria, la Vergine e San Giuseppe a rappresentare l'episodio dello nozze fra Maria e Giuseppe. La fonte iconografica di riferimento è il racconto nel Libro di Giovanni (uno dei vangeli apocrifi) ripreso successivamente nella Legenda Aurea. La Vergine indossa una veste manicata di colore rosso, sul modello di quelle all'antica, dall'ampio scollo arrotondato, stretta sotto al petto da una cinta a creare fitte pieghe e un mantello arancio che le ricade da una spalla e trattenuto con la mano destra e ricadente in un morbido panneggio;la testa leggermente reclinata; il dolce viso ovale incorniciato dalle chiome ondulate parzialmente raccolte sul capo in una complessa acconciatura che si rifà al gusto rinascimentale; San Giuseppe ritratto nell'incedere verso la sua sposa, è abbigliato con una tunica blu dai profili dorati, le maniche rimborsate sull'avambraccio, e un drappo bruno-rosso avviluppato sui fianchi sono caratterizzati da pieghe costruttive che rivelano la vigorosa massa corporea allusiva del faticoso lavoro di falegname. Il volto scarno dalle gote rubiconde, i cappelli e lunga barba ricciuti definiti ciocca per ciocca, il naso diritto denotano l'attenzione dell'artista nella caratterizzazione dei personaggi. Al centro Zaccaria porta una veste bianca e una tunica marrone con pieghe diritte e composte, il volto dall'espressione severa con la lunga barba; il sacerdote risalta per la rigidità fisica e la postura eretta necessarie per enfatizzare la levatura morale e l'autorevolezza del personaggio.L'attribuzione dell'opera a Maffeo e Andrea Olivieri trova conferma nell'evidenza plastica dell'intaglio, nella bellezza con cui sono plasticamente resi gli incarnati carichi di una forte valenza realista e nella stesura del colore a larghe campiture e pressoché piatte. I carattere espressionistico dei rilievi si rifà alla lezione lombarda a cui guardano i Maffeo e Andrea. La ricostruzione del catalogo della bottega dei fratelli Olivieri, in particolare dell'opera di Maffeo, è in fieri in quanto sempre più emergono, anche grazie ai recenti restauri, la complessità delle personalità dei due scultori che sapevano rielaborare diversi modelli di riferimento che vanno dalla lezione di Zenale a quella del Sansovino. L'opera qui presentata si colloca con tutta probabilità entro il terzo decennio del Cinquecento poiché le figure mostrano ancora una certa rigidità e sono vicine a prototipi rinascimentali più tradizionali legati ancora a modelli quattrocenteschi, elementi che si ritrovano infatti nella prima produzione di Maffei. Gruppi scultorei come il Cristo in pietà sostenuto da due angeli, la Madonna addolorata insieme alla complessa ancona con l'Assunzione della Vergine di Condino che sappiamo datarsi dopo il 1530 propongono tipologie iconografiche e architettoniche più complesse.

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