Click to View Bid Increments & Buyers' Premium


  • ask auctioneer a question
  • URL
  • Link

Auction details

 

FURNITURES AUCTION AT PALAZZO ANTONELLI
6:30 AM PT - May 10th, 2009

 

offered by
San Marco Casa d'aste S.p.A.

 

Santa Croce 1681/A

Venice, 30135
It Auction

 

       

Lot 580 save

GAETANO LAPIS

Cagli 1706 - Roma 1773Santa Bibiana rifiuta di adorare gli idoli paganiolio su tela, cm 305x199La grande tela, con ogni probabilità eseguita in pendant con quella presentata al lotto 533, data la stessa provenienza dallo storico palazzo Antonelli Augusti Castracane di Brugnetto di Ripe, nell'anconetano, le identiche dimensioni e la medesima cifra stilistica, è esemplata su un celebre modello cortoniano: l'affresco sulla parete sinistra della navata centrale della chiesa di Santa Bibiana a Roma, raffigurante Santa Bibiana rifiuta di adorare gli idoli pagani, il cui lo studio preparatorio di Pietro Berrettini è conservato al Louvre (Département des Arts Graphiques). Bibiana fu una delle vittime della persecuzione anticristiana dell'imperatore Giuliano l'Apostata (361-63), un devoto pagano che ostacolò la fede cristiana nonostante la libertà di culto proclamata grazie a Costantino nel 313. Secondo la Passio di Bibiana, il governatore Apronio avrebbe mandato a morte i coniugi Fausto e Dafrosa per impadronirsi dei loro beni e volle costringere all'apostasia le loro figlie: Demetria e Bibiana. La prima sarebbe morta sotto tortura, mentre Bibiana, salda nella propria fede, dopo aver subito ogni tipo di angheria fu legata alla colonna e flagellata a morte. La chiesa sull'Esquilino sorgerebbe sulla tomba della martire.Come nel modello di Pietro da Cortona, che lavorò nel cantiere dell'edificio sacro romano su commissione di Urbano VIII fra il 1624 e il 1626, la santa è ritratta al centro della scena più in luce rispetto alle altre figure; con una torsione del busto si ritrae, alzando le mani in segno quasi di difesa, e rifugge la statua posta su un alto basamento di un dio pagano, additata da una delle due figure femminili che la avvicinano e che in onore dell'idolo hanno acceso un braciere ardente. Passata l'arcata a tutto sesto del tempio, un angelo librato in volo porge a Bibiana una corona di fiori e la palma del martirio, presaga del supplizio che di lì a poco le verrà inflitto attraverso i gioghi e la spada abbandonati a terra, nell'angolo in basso a destra. Nonostante la fedeltà al modello che ne condiziona il tema iconografico, la cifra stilistica della tela suggerisce l'attribuzione al pittore di formazione marchigiana Gaetano Lapis, nato a Cagli da una famiglia di origine veneta ma a Roma già da giovanissimo. Qui fu dapprima presso il modesto pittore Cristoforo Creo e poco dopo nell'importante bottega di Sebastiano Conca che, come ebbe a scrivere Giovanni Gherardo De Rossi nel 1787, "affezionassi grandemente al nuovo scolaro ed incominciò a dirigerlo con amore benché vedesse che andava adottando uno stile totalmente da quello che lui teneva diverso". Infatti pur essendo considerato uno dei migliori allievi del Conca, il Lapis esprime, come in questo caso, una personalità autonoma manifestando, fin dai primi saggi, un totalizzante interesse verso il classicismo, che studiò riallacciandosi, anche attraverso l'opera di Carlo Maratta, alle fonti seicentesche e soprattutto alla pittura dei bolognesi. Così costante era lo studio di questi ultimi che il pittore venne soprannominato dagli stessi compagni di bottega "il Carraccetto". Sicuro omaggio ad uno dei campioni del classismo romano del primo Seicento, il nostro dipinto sembra riferibile, con ogni probabilità, alla maturità del pittore, quando questo si concentrò esclusivamente sui soggetti sacri dopo aver esordito con opere di carattere profano.Si ringrazia il prof. Maurizio Marini per aver suggerito l'attribuzione

Images

Click on thumbnails to see larger images:
Image 1

View San Marco Casa d'aste S.p.A. next auction.

Similar lots up for auction



6393269
Latest Auction News