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Calvino, Italo. La commedia della gente. Tre atti di Italo Calvino.Dattiloscritto di 16 pagine, 292 x 232 mm., con cancellature e correzioni autografe, sottoscrizione finale autografa, Sanremo luglio-agosto 1942.

***La prima opera di Calvino, del tutto inedita, elaborata a 19 anni. Sanremo, 19 aprile 1943: "Caro Ronchi, ti unisco una copia della mia commedia della gente che fu segnalata all'ultimo concorso del teatro naz. dei guf di Firenze. Ti sarò grato se vorrai darle - o farle dare - un'occhiata e dirmi se la stimi degna di comparire in "Pattuglia". E' un lavoro pieno di difetti che, ora, quasi un anno dopo la sua ideazione, mi appaiono chiaramente, Ma siccome qualcosa di buono mi sembra che ci sia ancora, l'ho riletta, corretta, ho tagliato tutto un atto, e ho deciso di mandartela. Vedi tu. Scusa se ti ho dato del tu: ho intenzione, se non con questa con qualcosa d'altro, di diventare tuo collaboratore. Cordialmente. Italo Calvino." Sanremo, 22 maggio 1943: "Caro Ronchi, ricevo la tua cortese lettera e ti ringrazio per l'interessamento alla mia commedia. Leggo che uno dei prossimi numeri di Pattuglia sarà dedicato alla letteratura ligure. Se sono ancora in tempo e se il numero non è accaparrato da una "lista chiusa" di autori, sarei molto contento di parteciparvi. Perciò ti sarò grato se vorrai dare un'occhiata alle "Acqueforti di Liguria" che ti unisco. Ho voluto in esse dare alla parola un "peso" e una verginità che sono riuscito a raggiungere forse solo ne I bendi. Nelle altre mi sono lasciato prendere la mano da una certa enfasi lontana dalle mie intenzioni. Dunque, anche se mi dici che sono delle boiate, io non mi offendo. Confesso di non sentirmi maturo per la lirica, ma convinto che senza una lirica non si può costruire una drammatica vado cercando il mio stile nella poesia e nella narrativa (dove credo di essere già più vicino alla meta: leggi al proposito, se ti capita, nel numero del 29 aprile di Roma Fascista, i miei tre apologhi, a sfondo lievemente sociale)...Se mi sistemi La commedia della gente sei un dio." Purtroppo quel numero di "Pattuglia" sulla letteratura ligure non vedrà mai la luce e la rivista di Walter Ronchi, allora appena 23enne, verrà chiusa per evidenti ragioni politiche. Le lettere succitate sono ora conservate nella biblioteca A.Saffi di Forlì, in un fondo Ronchi da poco costituito, contenente lettere, documenti, fotografie, riviste etc. Il diciannovenne Calvino scrive dunque la Commedia della gente per inviarla al concorso del Teatro Nazionale dei Guf di Firenze del 1942. I tre atti della presente versione, ridotta di un atto rispetto a quella inviata a Firenze, risultano sconosciuti alla critica e sostanzialmente inediti. Il testo ha toni quasi surreali. Il primo atto si apre con una coppia di giovani sposini, Geo e Isabella, appena giunti in una grande e caotica città dove però si rendono conto di essere soli, un'assenza inquietante di gente nonostante l'apparente confusione che viene interrotta solo dall'incontro con Ernesto. Il contrasto di ideali si concretizza nelle battute tra Geo ed Ernesto, il primo idealista convinto che aspira a divenire un benefattore dell'umanità perché ha trovato "il modo di immagazzinare la luce del sole...e di utilizzarla poi, dove e quando il sole non c'è", laddove Ernesto obietta "Si, si, tutte belle cose...Però ve la sentite voi di mettervi contro a tutti quei signori delle aziende della luce elettrica...Volete andarvi a cercare dei fastidi, volete andarvi...". La scena quindi si sposta, dopo un passaggio a luci spente, per riaccendersi su un grande affresco dipinto con pupazzi dalle forme umane che parlano, tra i quali è anche Geo, finché entra una figura anziana che si palesa come il ritoccatore di affreschi, con funzioni di restauratore: "Guardate quel che faccio: ecco: per esempio, questo è un pupazzo che sta qui da troppo tempo...bisogna cancellarlo...(...) non sono capace solo di cancellarli i pupazzi...Qui, per esempio, in braccio a questa donna ci sta bene il pupazzo di un bambino in fasce...A questo ragazzo gli facciamo i pantaloni lunghi...e a questo signore i capelli stanno meglio bianchi...". Non è possibile dar conto in poche righe delle tante, scintillanti trovate fantastiche di cui è intessuto il testo: in nuce c'è tutto il fantasioso Calvino che conosciamo, dalle Città invisibili a Ti con zero, dalle Cosmicomiche alla Trilogia, una carrellata di topoi in cui riconoscere la forma grezza di un'ispirazione in divenire, qui còlta nel giovane scrittore - non ancora ventenne - alla ricerca della sua personale cifra artistica..

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6A: Calvino, Italo. La commedia della gente. Tre atti

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