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Lot 2034
Genova 1610 – 1690 Romolo e Remo, olio su tela, cm 38x49,5 - Rinvenimento di Ciro con la cagna, olio su tela, cm 39x51,5. Le due tele sono ricondotte al catalogo del genovese Stefano Camogli da Anna Orlando che le pubblicò in un approfondito studio sul pittore formatosi in patria accanto al fiammingo Jan Roos, con il quale collaborò negli anni Trenta specializzandosi come fiorante e naturamortista, e attivo in seguito accanto a Domenico Piola.Il contributo critico e una comunicazione scritta della Orlandi hanno ben messo in luce un aspetto dell'opera del Camogli ancora sconosciuta, ossia quella di autore non solo di nature morte con fiori e animali, ma bensì di figure. In questo contesto sono esemplificative le due tele che si presentano, parte di un gruppo di opere cui il nostro pendant va associato.Il manoscritto di Giuseppe Ratti (1742), che riporta una dettagliata biografia del Camogli, racconta della sua paura per aver dovuto ritrarre un "lupo cerviero" di "un certo milord inglese" che, in assenza del suo padrone, cominciò a ruggire ed a fremere così fortemente che certo temea di vedersi far qualche brutto scherzo". Il lupo fa pensare immediatamente a quello ritratto nel quadretto con Romolo e Remo. Qui le fisionomie dei putti sono di matrice piolesca e il modo di trattare i capelli, assolutamente coerente con la definizione del pelo degli animali, reso con un pennello finissimo per rendere l'effetto di tratteggio. Il perfezionamento nella tecnica del ritrarre animali deve essere stato favorito al Camogli dal fatto che nella casa del Piola, "insieme ad altre cose degne della galleria di un sovrano" si trovava "una bella raccolta di animali dello Scorza" (Ratti), da cui tutta la bottega poteva attingere a piene mani. Se più volte il Piola dette prova di sapere dipingere egregiamente gli animali, questi non ebbero mai quel realismo d'espressione e quella forza di presenza che mostrano il lupo e soprattutto lo splendido cane in queste due telette. La consonanza dei modi pittorici, poi, con il Salvatore Mundi e con gli stessi fiori dipinti nel quadro del Camogli all'Accademia Linguistica paiono un riferimento sufficiente ad aggiungere il prezioso pendant al suo catalogo. Del tutto affine anche la tela raffigurante Castore e Polluce, ove la rotondità dei corpi dei gemelli sono meno aggraziate rispetto ai putti del Piola e risultano invece molto coerenti con la nostra serie a cui pare appartenere un secondo Ciro (si scorgono a malapena le insegne regali che lo rendono riconoscibile, ben visibili invece alla sinistra del nostro), già attribuito al Piola. Allo stessa modo, il fondatore dell'Impero persiano che il nonno Astiage ordinò che si uccidesse appena nato a causa di una profezia che aveva rivelato come il nipote avrebbe regnato al suo posto sui medi, è ritratto di schiena mentre i veri protagonisti sono gli splendidi animali. Colpisce il realismo delle loro pose e dei loro sguardi, soprattutto della cagna che lo aveva allattato, grazie alla quale, narra la leggenda, Ciro era potuto sopravvivere (Erodono, invece, riporta che Arpago, il parente cui era stato dato il compito di uccidere il bambino, diede il piccolo a una coppia di pastori che lo crebbe come un loro figlio).Bibliografia:A. Orlando, Pittore eccellente di arabeschi, di fogliami, di fiori, di frutti. Stefano Camogli, in D. Sanguineti, Domenico Piola e i pittori della sua "Casa", Soncino 2004, figg. 6, 7

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2034: STEFANO CAMOGLI

Estimate €50,000 - €55,000Dec 18, 2008