Il mercato dell’arte in Italia: maioliche rinascimentali da Wannenes

Bottega di Domenico da Venezia, Venezia, 1560-70, coppia di albarelli decorati con medaglioni con donne e di soldati, maiolica, stima €100.000-€120.000. Courtesy Wannenes Genova.

Bottega di Domenico da Venezia, Venezia, 1560-70, coppia di albarelli decorati con medaglioni con donne e di soldati, maiolica, stima €100.000-€120.000. Courtesy Wannenes Genova.

GENOVA, Italia – A due anni dal successo dell’ottobre 2011, torna da Wannenes a Genova la maiolica rinascimentale. Il 19 novembre la casa d’aste genovese terrà una vendita dedicata esclusivamente alle maioliche italiane del Rinascimento con un centinaio di lotti che vanno da circa €4.000-5.000 a €150.000-180.000.

Nell’ottobre 2011 un’asta dedicata allo stesso segmento aveva realizzato un risultato sorprendente, con un totale di €1.247.466. Una coppia di vasi aveva realizzato l’incredibile prezzo di €440.000.

Si attende, quindi, un grande interesse per un mercato molto particolare che non segue l’andamento regolare delle porcellane e delle ceramiche, ma rappresenta un segmento a parte.

“Il collezionismo di maioliche rinascimentali”, spiega l’esperto Luca Melegati, “è legato al collezionismo di dipinti antichi e di opere importanti, e questo è un legame che è nato già con le grandi collezioni della seconda metà dell’Ottocento che sono confluite nei musei”.

E continua: “Il motivo è che già nel Cinquecento le maioliche derivavano dalla grande committenza e perciò venivano prodotti oggetti di grandissimo valore caratterizzati da un’importante fisicità ed elevato equilibrio formale. L’importanza della committenza si rifletteva nella qualità dell’oggetto. Inoltre, così come l’incisione, la maiolica serviva come mezzo di divulgazione delle grandi opere pittoriche del periodo. La fortuna della maiolica nel rinascimento fu pari a quella della ceramica nel Settecento e l’impronta elitaria di allora è rimasta intatta fino ad oggi”.

Anche nell’attuale periodo di crisi economica, mentre molti segmenti delle arti decorative soffrono e fanno fatica a trovare una collocazione, la maiolica va in controtendenza e si mantiene forte sul mercato. Per questo le case d’asta si impegnano a offrire appuntamenti dedicati a questo settore.

“Le piazze più importanti tradizionalmente sono la Gran Bretagna e l’Italia”, spiega Melegati, “ma è un mercato privo di confini, con collezionisti in tutta Europa, ultimamente soprattutto in Germania, e anche negli Stati Uniti. Gli specialisti internazionali sono John Mallet e Timothy Wilson in Gran Bretagna, Johanna Lessmann in Germania e Carmen Ravanelli Guidotti in Italia”.

L’asta di Wannenes è importante anche perché si tratta di una collezione di unica provenienza, italiana, raccolta negli ultimi 25 anni circa. Sono stati fatti studi filologici per assicurare le attribuzioni. Include esemplari di grande qualità di tutte le scuole più importanti, tra cui Urbino, Faenza, Venezia, Montelupo (vicino Firenze) e Deruta (vicino Perugia), anche se è difficile dare delle priorità tra la varietà delle scuole italiane dell’epoca.

Tra i lotti più importanti c’è un importante piatto di Xanto Avelli; poi una grande coppa, produzione di Montelupo, probabilmente proveniente dalla collezione Davanzati di Firenze, che porta uno stemma riferibile con tutta probabilità alla nota famiglia dei Salvetti di Firenze (lotto 28, stima €24.000-26.000). Un’altra grande brocca trilobata decorata con la scena di Leda e il Cigno del 1545 circa è stimata €22.000-26.000 (lotto 44).

A rappresentare la produzione veneziana c’è un grande vaso con forma sofisticata della fine del ‘500 e i primi anni del ‘600 (lotto 90, stima €9.000-12.000). Un piatto urbinate uscito dalla bottega di Fontana e decorato con Argo e Mercurio (circa 1540) è offerto a 12.000-14.000 euro (lotto 19), mentre un piatto appartenente al celebre servizio Salviati ha una stima di 8.000-12.000 euro (lotto 20).

Il giorno prima si tiene da Wannenes un’altra asta che include maioliche e ceramiche. Tra i circa 70 lotti offerti ci sono alcune maioliche molto particolari provenienti dalla produzione del Seicento-Settecento di Castelli in Abruzzo. Tale manifattura è particolare perché è l’unica in Italia a proseguire nel Seicento-Settecento la tradizione rinascimentale dell’istoriato. Si tratta di una collezione messa insieme negli anni 60 con stime che arrivano a circa €10.000-12.000.

Negli stessi giorni si terranno anche altri appuntamenti con le arti decorative, con aste di argenti, vetri, icone, arte russa, gioielli e orologi.


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Bottega di Domenico da Venezia, Venezia, 1560-70, coppia di albarelli decorati con medaglioni con donne e di soldati, maiolica, stima €100.000-€120.000. Courtesy Wannenes Genova.

Bottega di Domenico da Venezia, Venezia, 1560-70, coppia di albarelli decorati con medaglioni con donne e di soldati, maiolica, stima €100.000-€120.000. Courtesy Wannenes Genova.

Francesco Xanto Avelli, Urbino, 1526-28, piatto 'istoriato' con giuoco di putti, maiolica, stima €150.000-€180.000. Courtesy Wannenes Genova.

Francesco Xanto Avelli, Urbino, 1526-28, piatto ‘istoriato’ con giuoco di putti, maiolica, stima €150.000-€180.000. Courtesy Wannenes Genova.

Montelupo, metà del XVI secolo, grande coppa a decoro araldico, maiolica, stima €24.000-€26.000. Courtesy Wannenes Genova.

Montelupo, metà del XVI secolo, grande coppa a decoro araldico, maiolica, stima €24.000-€26.000. Courtesy Wannenes Genova.