Il mercato dell’arte in Italia: L’asta di Elsa Schiaparelli a Parigi

© Courtesy Condé Nast / Horst Immobiliare. Horst P. Horst, Elsa Schiaparelli, Paris 1936, stampa su gelatina d'argento, 8 1/4 x 5 3/8 in, firmata a matita sul monte. Stima: € 10.000-12.000 / £ 9,000-11,000 / $ 14,000-16,000.

© Courtesy Condé Nast / Horst Immobiliare. Horst P. Horst, Elsa Schiaparelli, Paris 1936, stampa su gelatina d’argento, 8 1/4 x 5 3/8 in, firmata a matita sul monte. Stima: € 10.000-12.000 / £ 9,000-11,000 / $ 14,000-16,000.

PARIGI – Con l’inizio del 2014 torna alla ribalta la leggendaria figura di Elsa Schiaparelli, storica stilista italiana che negli anni 30 ha saputo unire la moda d’avanguardia e l’arte surrealista.

Proprio 60 anni fa Schiaparelli decideva di chiudere la sua maison a Parigi. Ora il suo marchio torna in passerella sotto la guida del giovane stilista italiano Marco Zanini, che presenta a gennaio la prima collezione durante la settimana dell’alta moda parigina.

Sempre a gennaio, il 23, si tiene da Christie’s a Parigi un’asta straordinaria della collezione personale di Elsa Schiaparelli, che include circa 180 lotti tra cui opere d’arte, oggetti d’arte decorativa, mobili, e naturalmente vestiti, sia disegnati dalla stessa Schiaparelli, che tratti dalla sua raccolta di costumi etnici. Le stime vanno da €500 per un singolo oggetto a €60.000-80.000 per una lampada da terra in bronzo di Alberto Giacometti del 1936. La stima totale della vendita ammonta a €800.000.

Passata alla storia come l’inventrice del colore rosa shocking, Elsa Schiaparelli è stata rivale di Coco Chanel e, invece, amica di artisti come Salvador Dalí, Man Ray, Jean Cocteau, Alberto e Diego Giacometti.

Nata a Roma nel 1890 da una famiglia di intellettuali aristocratici, fu mandata in un collegio in Svizzera in seguito alla pubblicazione di un libro di poesie sensuali. Si ribellò e, dopo uno sciopero della fame, le fu permesso di trasferirsi a Londra nel 1913. Nel 1919 si spostò a New York dove conobbe gli artisti dell’avanguardia dadaista, tra cui Man Ray, Alfred Stieglitz e Marcel Duchamp. Nel 1922 si trasferì a Parigi, ospite di Gaby Picabia, moglie dell’artista dadaista Francis Picabia.

Qui Elsa Schiaparelli entrò in contatto con l’ambiente della moda dell’epoca, e in particolare con Paul Poiret, il re della moda degli anni 10. I colori e i ricami rimasero segni distintivi della sua moda in omaggio al suo maestro. Dall’incontro con una rifugiata armena nacque il suo interesse per la maglia e la sua prima creazione: una maglia nera con un fiocco tromp-l’oeil.

Lo stile delle sue prime collezioni era sportivo e innovativo. Presentava colori brillanti, tinte non comuni (tra cui, appunto, il rosa shocking), fantasie futuriste e motivi eccentrici ispirati dal Cubismo e dall’Arte africana.

Nel 1934 si stabilì all’attuale indirizzo, al numero 21 di Place Vendôme. Nel mondo della moda era considerata l’antagonista di Coco Chanel, ma in realtà erano gli stili ad essere opposti, ed entrambe avevano capito che il futuro della moda era il pret-a-porter. Mentre il gusto di Chanel rigoroso, quello di Schiaparelli era ricco e fantasioso, con abiti in vetro, altri ispirati da Dalì, come il cappello a forma di scarpa, l’abito con l’aragosta e il tailleur con le tasche a forma di cassetti. Altri ancora riportavano gli aforismi di Jean Cocteau, oppure temi ispirati all’astrologia.

Proprio uno di questi abiti con le stelle, che furono indossati anche da Marlene Dietrich è tra gli highlight dell’asta di Christie’s: una blusa in seta viola stimata €25.000-30.000. Altri pezzi importanti della vendita sono un gilet ispirato da un viaggio in Texas negli anni 40, un bolero derivato dai matador spagnoli, e una serie di abiti orientali acquistati in Tunisia.

Con gusto eclettico e stravagante, traeva ispirazione da ogni direzione, e ciò si rifletteva anche nell’arredamento della sua casa. Mischiava il barocco e il modernismo, l’esotico e il romantico. Oltre alla lampada di Giacometti, uno degli highlight dal suo appartamento è il ritratto della figlia di Schiaparelli, nota con il soprannome di “Gogo”, realizzato dalla surrealista argentina Leonor Fini, la stessa che realizzò la bottiglia del suo profumo, Shocking, nel 1937 (stima €30.000-50.000).

E poi c’è una serie di dieci ritratti fotografici di Man Ray, tra cui quello che Elsa Schiaparelli scelse per la copertina della sua autobiografia, “Shocking Life” (stima €10.000-15.000). Tra gli highlight c’è anche un separè di Marcel Vertès, probabilmente creato in occasione della presentazione della collezione primavera/estate 1939 ispirata alla Commedia dell’arte, che dimostra la fluidità con cui gli artisti nell’orbita di Schiaparelli passavano da un media e da un genere all’altro (stima €10.000-15.000).

Nel 1940 Elsa Schiaparelli ritornò a New York, dove rimase fino alla fine della guerra. Al suo ritorno il gusto della moda era cambiato e nel 1954 decise di chiudere e si dedicò alla sua autobiografia. Morì nel 1973 ma la sua eredità rimane vitale fino ad oggi.

 


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© Courtesy Condé Nast / Horst Immobiliare. Horst P. Horst, Elsa Schiaparelli, Paris 1936, stampa su gelatina d'argento, 8 1/4 x 5 3/8 in, firmata a matita sul monte. Stima: € 10.000-12.000 / £ 9,000-11,000 / $ 14,000-16,000.

© Courtesy Condé Nast / Horst Immobiliare. Horst P. Horst, Elsa Schiaparelli, Paris 1936, stampa su gelatina d’argento, 8 1/4 x 5 3/8 in, firmata a matita sul monte. Stima: € 10.000-12.000 / £ 9,000-11,000 / $ 14,000-16,000.