Description
Roma, 1845 - Palestrina, 1926
Contadine al lavoro
Firmato G Simoni, Roma in basso a destra
Acquarello su carta, cm 60,5X44,5
La presenza di un acquerello di Gustavo Simoni all'interno della Collezione Curtis documenta uno dei capitoli meno noti, ma più significativi, della formazione artistica di Ralph Curtis. Formatosi presso l'Accademia di San Luca, Simoni seppe coniugare la solida tradizione accademica con un linguaggio pittorico vivace e moderno, influenzato dalla lezione di Mariano Fortuny. Spirito inquieto e instancabile viaggiatore, soggiornò in Francia, Spagna e Nord Africa, esperienze che alimentarono quell'immaginario orientalista destinato a renderlo uno dei più apprezzati interpreti del genere in Italia. Nel 1875 fu inoltre tra i dieci fondatori della Società degli Acquarellisti di Roma, contribuendo all'affermazione dell'acquerello quale autonomo mezzo espressivo nel panorama artistico italiano. Fu proprio con Simoni che il giovane Ralph Curtis studiò durante il soggiorno romano della famiglia nel gennaio del 1878. In quell'occasione Daniel e Ariana Curtis presero in affitto la casa dello scultore Tito Malpieri e, come annotò Daniel nei propri diari, il figlio seguì lezioni private con l'artista da lui definito 'il miglior pittore di figure ad acquerello di tutta Roma'. L'incontro lasciò un'impronta profonda sulla sua formazione, trasmettendogli non soltanto la padronanza della tecnica dell'acquerello, destinata a diventare uno dei mezzi privilegiati della sua produzione, ma anche il gusto per le atmosfere sospese e preziose dell'orientalismo ottocentesco. L'influenza di Simoni è riconoscibile nei numerosi acquerelli realizzati da Curtis durante i suoi viaggi, dalle vedute di Tangeri alle opere eseguite in Algeria e in India. Eseguito negli anni in cui Simoni stava consolidando la propria fama, l'acquerello qui presentato testimonia dunque non solo la qualità di uno dei principali maestri italiani della tecnica, ma anche il rapporto diretto tra l'artista e la famiglia Curtis, offrendo una rara testimonianza delle origini del linguaggio pittorico di Ralph e del ruolo determinante svolto da Simoni nella sua formazione.
Bibliografia di riferimento:
E. A. McCauley, A. Chong, R. Momoli Zorzi, R. Linger, Gondola Days. Isabella Stewart Gardner and the Palazzo Barbaro Circle, Boston 2004, p. 225
R. Mamoli Zorzi, An American Painter in Venice Ralph W. Curtis and the Palazzo Barbaro, 2024, pp. 57-60, 194
Contadine al lavoro
Firmato G Simoni, Roma in basso a destra
Acquarello su carta, cm 60,5X44,5
La presenza di un acquerello di Gustavo Simoni all'interno della Collezione Curtis documenta uno dei capitoli meno noti, ma più significativi, della formazione artistica di Ralph Curtis. Formatosi presso l'Accademia di San Luca, Simoni seppe coniugare la solida tradizione accademica con un linguaggio pittorico vivace e moderno, influenzato dalla lezione di Mariano Fortuny. Spirito inquieto e instancabile viaggiatore, soggiornò in Francia, Spagna e Nord Africa, esperienze che alimentarono quell'immaginario orientalista destinato a renderlo uno dei più apprezzati interpreti del genere in Italia. Nel 1875 fu inoltre tra i dieci fondatori della Società degli Acquarellisti di Roma, contribuendo all'affermazione dell'acquerello quale autonomo mezzo espressivo nel panorama artistico italiano. Fu proprio con Simoni che il giovane Ralph Curtis studiò durante il soggiorno romano della famiglia nel gennaio del 1878. In quell'occasione Daniel e Ariana Curtis presero in affitto la casa dello scultore Tito Malpieri e, come annotò Daniel nei propri diari, il figlio seguì lezioni private con l'artista da lui definito 'il miglior pittore di figure ad acquerello di tutta Roma'. L'incontro lasciò un'impronta profonda sulla sua formazione, trasmettendogli non soltanto la padronanza della tecnica dell'acquerello, destinata a diventare uno dei mezzi privilegiati della sua produzione, ma anche il gusto per le atmosfere sospese e preziose dell'orientalismo ottocentesco. L'influenza di Simoni è riconoscibile nei numerosi acquerelli realizzati da Curtis durante i suoi viaggi, dalle vedute di Tangeri alle opere eseguite in Algeria e in India. Eseguito negli anni in cui Simoni stava consolidando la propria fama, l'acquerello qui presentato testimonia dunque non solo la qualità di uno dei principali maestri italiani della tecnica, ma anche il rapporto diretto tra l'artista e la famiglia Curtis, offrendo una rara testimonianza delle origini del linguaggio pittorico di Ralph e del ruolo determinante svolto da Simoni nella sua formazione.
Bibliografia di riferimento:
E. A. McCauley, A. Chong, R. Momoli Zorzi, R. Linger, Gondola Days. Isabella Stewart Gardner and the Palazzo Barbaro Circle, Boston 2004, p. 225
R. Mamoli Zorzi, An American Painter in Venice Ralph W. Curtis and the Palazzo Barbaro, 2024, pp. 57-60, 194
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GUSTAVO SIMONI
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FROM THE CURTIS COLLECTIONS OF P.ZZO BARBARO
Sep 29, 2026, 8:45 AM EDTonline, online, Italy
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