Description
(Milano, 1625 - 1700)
Ercole e Onfale
Olio su tela, cm 191X160
Già attribuita ad Antonio Bellucci (Venezia, 1654 ; Soligo, 1726), la tela colpisce per la sua eleganza formale e la preziosità cromatica, ma altresì per gli echi desunti da Pietro Liberi e una peculiare accentuazione espressiva che conduce a un diretto confronto con le opere di Federico Cervelli (Milano, 1625 ; 1700). L'artista di formazione lombarda, frequentò l'atelier di Pietro Ricchi, è infatti documentato a Venezia poco più che trentenne, volgendo la sua attenzione proprio alle opere di Liberi e Sebastiano Mazzoni, non senza trascurare l'eredità che Luca Giordano lasciò alla città lagunare. Da queste diverse influenze Cervelli ricava il suo stile estremamente accattivante, dinamico e sensuale, connotato da un naturalismo intenso, da una scioltezza compositiva e una luminosità cromatica pre-rococò, che fanno di lui un Sebastiano Ricci ante litteram (Pallucchini), ricordandoci la frequentazione del bellunese nella sua bottega.
Si ringrazia Giorgio Fossaluzza per l'attribuzione.
Bibliografia di riferimento:
R. Pallucchini, La pittura veneziana del Seicento, Milano 1981, II, figg. 1008-1010
U. Ruggeri, Nuove opere di Federico Cervelli, in Studi di Storia dell'Arte, 12, 2001, figg. 11-12
A. Pasian, Federico Cervelli 'pittore di buona macchia', in Arte Veneta, 68, 2011, pp. 114-141
Ercole e Onfale
Olio su tela, cm 191X160
Già attribuita ad Antonio Bellucci (Venezia, 1654 ; Soligo, 1726), la tela colpisce per la sua eleganza formale e la preziosità cromatica, ma altresì per gli echi desunti da Pietro Liberi e una peculiare accentuazione espressiva che conduce a un diretto confronto con le opere di Federico Cervelli (Milano, 1625 ; 1700). L'artista di formazione lombarda, frequentò l'atelier di Pietro Ricchi, è infatti documentato a Venezia poco più che trentenne, volgendo la sua attenzione proprio alle opere di Liberi e Sebastiano Mazzoni, non senza trascurare l'eredità che Luca Giordano lasciò alla città lagunare. Da queste diverse influenze Cervelli ricava il suo stile estremamente accattivante, dinamico e sensuale, connotato da un naturalismo intenso, da una scioltezza compositiva e una luminosità cromatica pre-rococò, che fanno di lui un Sebastiano Ricci ante litteram (Pallucchini), ricordandoci la frequentazione del bellunese nella sua bottega.
Si ringrazia Giorgio Fossaluzza per l'attribuzione.
Bibliografia di riferimento:
R. Pallucchini, La pittura veneziana del Seicento, Milano 1981, II, figg. 1008-1010
U. Ruggeri, Nuove opere di Federico Cervelli, in Studi di Storia dell'Arte, 12, 2001, figg. 11-12
A. Pasian, Federico Cervelli 'pittore di buona macchia', in Arte Veneta, 68, 2011, pp. 114-141
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FEDERICO CERVELLI
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FROM THE CURTIS COLLECTIONS OF P.ZZO BARBARO
Sep 29, 2026, 8:45 AM EDTonline, online, Italy
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