Description
(Ponzano Romano, 1580 - Roma, 1644)
Paesaggio con figure attorno a un fuoco
Olio su rame, cm 23,5X33,5
Provenienza:
Roma, Galleria d'arte Bernini (come Agostino Tassi ma con misure e natura del supporto errate)
Roma, Galleria Gasparrini (come Agostino Tassi e nelle figure Filippo Napoletano)
Roma, collezione privata
Genova, Wannenes, 3 marzo 2016, lotto 1351 (come Agostino Tassi)
Collezione privata
Bibliografia:
L. Salerno, Pittori di paesaggio a Roma. 1600-1760, Roma 1977, p. 12 n. 17 (con misure e natura del supporto errate)
Agostino Tassi è uno dei rari artisti seicenteschi la cui vita è ampiamente documentata. La facinorosa esistenza del pittore offre una impressionante quantità di dati archivistici, spesso di carattere giudiziario come quello inerente al processo per lo stupro di Artemisia Gentileschi, ma centinaia sono i verbali penali e civili che lo riguardano, divulgandone la fama di 'mal huomo, mal cristiano e senza timor di Dio', che 'viveva con ogni lusso e ostentazione, segno della sua debolezza di cervello' (Passeri 1772, p. 110). Tuttavia, Agostino fu specialista senza rivali in vedute, capricci architettonici, burrasche di mare e architetture dipinte nel gusto più spinto dell'immaginario e le sue tele ambientate di notte erano 'vive non dipinte'. Con Adam Elsheimer (Francoforte sul Meno, 1578 ; Roma, 1610), e Paul Bril (Anversa, 1554 ; Roma, 1626), Tassi ebbe un ruolo essenziale nel coniugare la tradizione paesistica nordica e italiana, che arricchì di caratteri teatrali, sapienti tecniche illusionistiche, tematiche inusuali e talvolta arcane, senza tralasciare le scene di genere, anche esse ammantate da misteriosità difficili da decifrare. Le sue prime opere, sino al primo decennio, presentano una luminosità fredda e metallica, mentre in seguito, grazie al rinnovato interesse per Elsheimer e Filippo Napoletano, prediligerà le scenografie notturne. Lo studio della luce assumerà valenze espressive inedite, quasi a descrivere uno stato d'animo, la condizione di un'emozione intellettuale senza perdere la propria intrinseca concretezza. Ciò si coglie osservando le sue opere a fresco o alcune tele di grande formato, ma Tassi era in grado di offrire al meglio tali preziosità e opportunità sensoriali anche nelle opere in piccolo e lo dimostra assai bene il dipinto qui presentato, la cui realizzazione su rame ne evidenzia al meglio gli esiti qualitativi. Non stupisce pertanto la popolarità di queste composizioni, che indubbiamente ispirarono Salvator Rosa, Giovanni Benedetto Castiglione, Viviano Codazzi e gli esordi di Claude Lorrain. Fu quindi un grave errore quello commesso da Giovanni Pietro Bellori di estromettere il pittore dalle sue Vite, il pregiudicato Tassi non meritava evidentemente tale gloria, trasponendo così la fortuna critica del genere ai soli bolognesi. Tuttavia, al pregiudizio storico rispondono al meglio le opere, la loro sognante bellezza e peculiare qualità cromatica, attestando come l'artista sia da considerarsi una delle più importanti personalità della pittura italiana di inizio Seicento e figura di spicco nell'invenzione del paesaggio quale genere autonomo.
Bibliografia di riferimento:
G. B. Passeri, Vite de' Pittori, Scultori ed Architetti che anno lavorato in Roma, morti dal 1641 fino al 1673,Roma 1772, pp. 99-113
T. Pugliatti, Agostino Tassi tra conformismo e libertà, Roma 1977, ad vocem
L. Salerno, Pittori di paesaggio del Seicento a Roma, Roma 1977-1978, I, pp. 170-185
P. Cavazzini, Agostino Tassi, La pittura di paesaggio in Italia. Il Seicento, a cura di L. Trezzani, Milano 2004, p. 350
Agostino Tassi (1578-1644). Un paesaggista tra immaginario e realtà, catalogo della mostra a cura di P. Cavazzini, Roma 2008, ad vocem
V. Damian, Paysages et nocturnes d'Agostino Tassi. Deux tableaux inédits de Cornelis C. Van Haarlem et Giulio Cesare Procaccini, Parigi 2010, pp. 28-33
Paesaggio con figure attorno a un fuoco
Olio su rame, cm 23,5X33,5
Provenienza:
Roma, Galleria d'arte Bernini (come Agostino Tassi ma con misure e natura del supporto errate)
Roma, Galleria Gasparrini (come Agostino Tassi e nelle figure Filippo Napoletano)
Roma, collezione privata
Genova, Wannenes, 3 marzo 2016, lotto 1351 (come Agostino Tassi)
Collezione privata
Bibliografia:
L. Salerno, Pittori di paesaggio a Roma. 1600-1760, Roma 1977, p. 12 n. 17 (con misure e natura del supporto errate)
Agostino Tassi è uno dei rari artisti seicenteschi la cui vita è ampiamente documentata. La facinorosa esistenza del pittore offre una impressionante quantità di dati archivistici, spesso di carattere giudiziario come quello inerente al processo per lo stupro di Artemisia Gentileschi, ma centinaia sono i verbali penali e civili che lo riguardano, divulgandone la fama di 'mal huomo, mal cristiano e senza timor di Dio', che 'viveva con ogni lusso e ostentazione, segno della sua debolezza di cervello' (Passeri 1772, p. 110). Tuttavia, Agostino fu specialista senza rivali in vedute, capricci architettonici, burrasche di mare e architetture dipinte nel gusto più spinto dell'immaginario e le sue tele ambientate di notte erano 'vive non dipinte'. Con Adam Elsheimer (Francoforte sul Meno, 1578 ; Roma, 1610), e Paul Bril (Anversa, 1554 ; Roma, 1626), Tassi ebbe un ruolo essenziale nel coniugare la tradizione paesistica nordica e italiana, che arricchì di caratteri teatrali, sapienti tecniche illusionistiche, tematiche inusuali e talvolta arcane, senza tralasciare le scene di genere, anche esse ammantate da misteriosità difficili da decifrare. Le sue prime opere, sino al primo decennio, presentano una luminosità fredda e metallica, mentre in seguito, grazie al rinnovato interesse per Elsheimer e Filippo Napoletano, prediligerà le scenografie notturne. Lo studio della luce assumerà valenze espressive inedite, quasi a descrivere uno stato d'animo, la condizione di un'emozione intellettuale senza perdere la propria intrinseca concretezza. Ciò si coglie osservando le sue opere a fresco o alcune tele di grande formato, ma Tassi era in grado di offrire al meglio tali preziosità e opportunità sensoriali anche nelle opere in piccolo e lo dimostra assai bene il dipinto qui presentato, la cui realizzazione su rame ne evidenzia al meglio gli esiti qualitativi. Non stupisce pertanto la popolarità di queste composizioni, che indubbiamente ispirarono Salvator Rosa, Giovanni Benedetto Castiglione, Viviano Codazzi e gli esordi di Claude Lorrain. Fu quindi un grave errore quello commesso da Giovanni Pietro Bellori di estromettere il pittore dalle sue Vite, il pregiudicato Tassi non meritava evidentemente tale gloria, trasponendo così la fortuna critica del genere ai soli bolognesi. Tuttavia, al pregiudizio storico rispondono al meglio le opere, la loro sognante bellezza e peculiare qualità cromatica, attestando come l'artista sia da considerarsi una delle più importanti personalità della pittura italiana di inizio Seicento e figura di spicco nell'invenzione del paesaggio quale genere autonomo.
Bibliografia di riferimento:
G. B. Passeri, Vite de' Pittori, Scultori ed Architetti che anno lavorato in Roma, morti dal 1641 fino al 1673,Roma 1772, pp. 99-113
T. Pugliatti, Agostino Tassi tra conformismo e libertà, Roma 1977, ad vocem
L. Salerno, Pittori di paesaggio del Seicento a Roma, Roma 1977-1978, I, pp. 170-185
P. Cavazzini, Agostino Tassi, La pittura di paesaggio in Italia. Il Seicento, a cura di L. Trezzani, Milano 2004, p. 350
Agostino Tassi (1578-1644). Un paesaggista tra immaginario e realtà, catalogo della mostra a cura di P. Cavazzini, Roma 2008, ad vocem
V. Damian, Paysages et nocturnes d'Agostino Tassi. Deux tableaux inédits de Cornelis C. Van Haarlem et Giulio Cesare Procaccini, Parigi 2010, pp. 28-33
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May 27, 2026 8:00 AM EDTGenoa, Liguria, Italy
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