Description
(Parma, 1561 - Milano, 1629)
Giuditta e Oloferne
Olio su tela, cm 181,5X138
Figlio del pittore bolognese Ercole Procaccini, Camillo si formò nella bottega paterna e la sua prima opera nota, ora alla Galleria Estense di Modena, è il San Giovanni Battista alla fonte dipinto intorno al 1577. Ma il precoce successo dell'artista è dettato dall'incarico ricevuto alla fine del nono decennio da Pirro Visconti Borromeo per decorare il celebre Ninfeo della sua villa a Lainate, in cui l'autore si mostra in grado di confrontarsi con il moderno linguaggio lombardo, modulandolo con la cultura manieristica bolognese. Si collocano invece al 1592 le ante d'organo per il Duomo di Milano, in cui esprime al meglio l'evoluzione della sua arte, mostrando sentimenti controriformati che volgono a una efficace narrativa. Le composizioni successive, invece, pur rispettando la chiarezza d'esposizione imposta dal Concilio di Trento, si distinguono per la ricchezza cromatica, il dinamismo delle figure e l'energia emotiva. Bene esprime questo sentimento creativo la tela in esame, in cui Camillo descrive a figure quanto il vero il momento di poco successivo l'uccisione di Oloferne, quando con fierezza l'eroina depone in un telo il macabro trofeo. L'opera manifesta un tenore caravaggesco, con pennellate distese e le figure spiccano con energia dal fondale scuro, generando un effetto teatrale di gusto barocco. Questi aspetti ci permettono di giudicare il dipinto una delle creazioni migliori concepite dall'artista, in cui coniuga sapientemente la tradizione della 'maniera' con le istanze artistiche del nuovo secolo.
Bibliografia di riferimento:
N. Ward Neilson, Camillo Procaccini. Paintings and Drawings, New York-London 1979, ad vocem
D. Cassinelli e P. Vanoli, Camillo Procaccini (1561-1629). Le sperimentazioni giovanili tra Emilia, Lombardia e Canton Ticino, catalogo della mostra, Milano 2007, ad vocem
Giuditta e Oloferne
Olio su tela, cm 181,5X138
Figlio del pittore bolognese Ercole Procaccini, Camillo si formò nella bottega paterna e la sua prima opera nota, ora alla Galleria Estense di Modena, è il San Giovanni Battista alla fonte dipinto intorno al 1577. Ma il precoce successo dell'artista è dettato dall'incarico ricevuto alla fine del nono decennio da Pirro Visconti Borromeo per decorare il celebre Ninfeo della sua villa a Lainate, in cui l'autore si mostra in grado di confrontarsi con il moderno linguaggio lombardo, modulandolo con la cultura manieristica bolognese. Si collocano invece al 1592 le ante d'organo per il Duomo di Milano, in cui esprime al meglio l'evoluzione della sua arte, mostrando sentimenti controriformati che volgono a una efficace narrativa. Le composizioni successive, invece, pur rispettando la chiarezza d'esposizione imposta dal Concilio di Trento, si distinguono per la ricchezza cromatica, il dinamismo delle figure e l'energia emotiva. Bene esprime questo sentimento creativo la tela in esame, in cui Camillo descrive a figure quanto il vero il momento di poco successivo l'uccisione di Oloferne, quando con fierezza l'eroina depone in un telo il macabro trofeo. L'opera manifesta un tenore caravaggesco, con pennellate distese e le figure spiccano con energia dal fondale scuro, generando un effetto teatrale di gusto barocco. Questi aspetti ci permettono di giudicare il dipinto una delle creazioni migliori concepite dall'artista, in cui coniuga sapientemente la tradizione della 'maniera' con le istanze artistiche del nuovo secolo.
Bibliografia di riferimento:
N. Ward Neilson, Camillo Procaccini. Paintings and Drawings, New York-London 1979, ad vocem
D. Cassinelli e P. Vanoli, Camillo Procaccini (1561-1629). Le sperimentazioni giovanili tra Emilia, Lombardia e Canton Ticino, catalogo della mostra, Milano 2007, ad vocem
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CAMILLO PROCACCINI
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OLD MASTER AND 19TH-CENTURY PAINTING
May 27, 2026 8:00 AM EDTGenoa, Liguria, Italy
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