Description
(Vienna, 1642 o 1647 - Torino, 1705)
Scena mitologica
Olio su tela, cm 127X150,5
Il dipinto presenta eloquenti affinità con le opere mature di Daniel Seiter, artista che iniziò la sua carriera a Venezia nella bottega di Johann Carl Loth, con cui operò tra il 1670 e il 1680 prima di trasferirsi a Roma. Nell'Urbe trovò congeniale lo stile tenebroso di Giacinto Brandi, modulandolo con il classicismo marattesco e di Giovanni Battista Gaulli, ma senza abbandonare il chiaroscuro dei tenebrosi, pervenendo così ad un linguaggio personalissimo, di alta qualità cromatica ed eleganza formale. Il suo stile durante la maturità si deduce dalla tela in esame, in cui la sensualità e il sapiente gioco di luci esaltano la bellezza scenica e l'aspetto drammatico. Interessante è cogliere il cangiantismo con cui il pittore regola le ombre e l'equilibrio scenico, accomunando le influenze venete e romane grazie a tenui cromie. Questi aspetti inducono, come detto, a datare l'opera alla tarda maturità, quando Seiter è attivo a Torino e la composizione trova confronti con la tela raffigurante Venere che compiange Adone del Museo di Düsseldorf (Kunze 2000, p. 118-119, n. G76, fig. 67), mentre i volti dei protagonisti si riscontrano nelle fisionomie del vecchio Cimone nelle tele a lui dedicate e pubblicate sempre dal Kunze (Kunze 2000, pp. 121-125, nn. G82-G86).
Si ringrazia Michele Danieli per l'attribuzione.
Bibliografia di riferimento:
G. Sestieri, Repertorio della Pittura Romana della fine del Seicento e del Settecento, Torino 1994, I, pp. 165 ; 166, figg. 1017-1030
M. Kunze, Daniel Seiter. Die Gemalde, München ; New York 2000, ad vocem
Scena mitologica
Olio su tela, cm 127X150,5
Il dipinto presenta eloquenti affinità con le opere mature di Daniel Seiter, artista che iniziò la sua carriera a Venezia nella bottega di Johann Carl Loth, con cui operò tra il 1670 e il 1680 prima di trasferirsi a Roma. Nell'Urbe trovò congeniale lo stile tenebroso di Giacinto Brandi, modulandolo con il classicismo marattesco e di Giovanni Battista Gaulli, ma senza abbandonare il chiaroscuro dei tenebrosi, pervenendo così ad un linguaggio personalissimo, di alta qualità cromatica ed eleganza formale. Il suo stile durante la maturità si deduce dalla tela in esame, in cui la sensualità e il sapiente gioco di luci esaltano la bellezza scenica e l'aspetto drammatico. Interessante è cogliere il cangiantismo con cui il pittore regola le ombre e l'equilibrio scenico, accomunando le influenze venete e romane grazie a tenui cromie. Questi aspetti inducono, come detto, a datare l'opera alla tarda maturità, quando Seiter è attivo a Torino e la composizione trova confronti con la tela raffigurante Venere che compiange Adone del Museo di Düsseldorf (Kunze 2000, p. 118-119, n. G76, fig. 67), mentre i volti dei protagonisti si riscontrano nelle fisionomie del vecchio Cimone nelle tele a lui dedicate e pubblicate sempre dal Kunze (Kunze 2000, pp. 121-125, nn. G82-G86).
Si ringrazia Michele Danieli per l'attribuzione.
Bibliografia di riferimento:
G. Sestieri, Repertorio della Pittura Romana della fine del Seicento e del Settecento, Torino 1994, I, pp. 165 ; 166, figg. 1017-1030
M. Kunze, Daniel Seiter. Die Gemalde, München ; New York 2000, ad vocem
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Estimate €4,000-€7,000
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OLD MASTER AND 19TH-CENTURY PAINTING
May 27, 2026 8:00 AM EDTGenoa, Liguria, Italy
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