Description
(Pieve di Teco, Genova, 1720 - Madrid, 1776)
Pitocco
Reca monogramma 'CC' sotto una corona in basso a sinistra
Olio su tela, cm 107,5X80
L'opera è corredata da certificato CAS (Certificato di Avvenuta Spedizione).
The painting is accompanied by a CAS certificate (Certificate of Shipment Completion).
Iscrizione in basso a sinistra 'N.688' e in basso a destra 'T.A.8.10.'
Provenienza:
Collezione dell'Infante don Luis de Borbon y Farnesio, Arenas, Palazzo della Mosquera, fino al 1785, inventario dopo la morte nel 1787 per discendenza alla vedova fino al 1820, poi collezione del Majorat de Chinchon al Palazzo di Boadilla del Monte (suo marchio CC). Probabilmente nell'inventario del 1826 del palazzo di Boadilla del Monte, nell'anticamera delle dame: 'un dipinto con un nano cencioso, con cornice dorata, alto più di cinque cuartos' (105 cm). Appare probabilmente negli inventari di Boadilla del 1847, e del 1888 al n. 153 'Sasso, napolitain, Un nain'. sale a Monaco, Christie's, 7 dicembre 1987, lotto 50 Parigi, Artcurial, 19 giugno 2012, lotto 36
Monaco, Christie's, 7 dicembre 1987, lotto 50 (come Francesco Sasso)
Parigi, collezione André Gombert
Parigi, nel 1993
Parigi, Artcurial, 14 giugno 2012, lotto 36
Collezione privata
Il dipinto in esame raffigura un nano vestito di stracci e fu commissionato dall'Infante spagnolo Don Luis de Borbón (1727-1783), fratello del re Carlo III di Spagna. L'opera, infatti, faceva parte delle sue collezioni insieme ad altre quindici raffigurazioni di mendicanti e personaggi popolari del medesimo artista, come il Ritratto d'uomo con il tricorno acquisito dal Museo del Louvre nel 2006. Originario di Pieve di Teco, Sasso si stabilì a Madrid nel 1753, dove si guadagnò rapidamente il favore della regina madre Elisabetta Farnese, per la quale dipinse affreschi nel Palazzo della Granja. Nel 1758 gli fu affidata la cura dell'insegnamento artistico del principe Don Luis e divenne Pintor de Cámara. Don Luis fu senza dubbio uno dei più raffinati collezionisti d'arte del XVIII secolo e fu uno dei committenti di Goya. La sua collezione contava mille dipinti, oggi identificabili grazie agli inventari manoscritti redatti dopo la sua morte e ai numeri che compaiono in calce alle tele, come possiamo osservare nell'opera qui presentata (numero 8.10 in rosso in basso a destra della nostra tela). Sebbene il nostro dipinto evochi inevitabilmente i ritratti di nani dell'Età dell'Oro spagnola raffigurati da Velázquez, non si tratta qui di una figura di corte. Il crudo realismo con cui è rappresentata la figura sembra far più riferimento alla tradizione italiana dei pitocchi.
Bibliografia di riferimento:
J. Urrea Fernandez, Italian Painting of the Eighteenth Century in Spain, 1977, pp. 215-7 e segg. LVII
Olivier Meslay e Sophie Dominguez-Fuentes, L'homme au tricorne di Francesco Sasso, acquisizione del dipartimento di pittura del Musée du Louvre, Revue du Louvre, 2007, p. 73, n. 5 e p. 78, nota 6
Pitocco
Reca monogramma 'CC' sotto una corona in basso a sinistra
Olio su tela, cm 107,5X80
L'opera è corredata da certificato CAS (Certificato di Avvenuta Spedizione).
The painting is accompanied by a CAS certificate (Certificate of Shipment Completion).
Iscrizione in basso a sinistra 'N.688' e in basso a destra 'T.A.8.10.'
Provenienza:
Collezione dell'Infante don Luis de Borbon y Farnesio, Arenas, Palazzo della Mosquera, fino al 1785, inventario dopo la morte nel 1787 per discendenza alla vedova fino al 1820, poi collezione del Majorat de Chinchon al Palazzo di Boadilla del Monte (suo marchio CC). Probabilmente nell'inventario del 1826 del palazzo di Boadilla del Monte, nell'anticamera delle dame: 'un dipinto con un nano cencioso, con cornice dorata, alto più di cinque cuartos' (105 cm). Appare probabilmente negli inventari di Boadilla del 1847, e del 1888 al n. 153 'Sasso, napolitain, Un nain'. sale a Monaco, Christie's, 7 dicembre 1987, lotto 50 Parigi, Artcurial, 19 giugno 2012, lotto 36
Monaco, Christie's, 7 dicembre 1987, lotto 50 (come Francesco Sasso)
Parigi, collezione André Gombert
Parigi, nel 1993
Parigi, Artcurial, 14 giugno 2012, lotto 36
Collezione privata
Il dipinto in esame raffigura un nano vestito di stracci e fu commissionato dall'Infante spagnolo Don Luis de Borbón (1727-1783), fratello del re Carlo III di Spagna. L'opera, infatti, faceva parte delle sue collezioni insieme ad altre quindici raffigurazioni di mendicanti e personaggi popolari del medesimo artista, come il Ritratto d'uomo con il tricorno acquisito dal Museo del Louvre nel 2006. Originario di Pieve di Teco, Sasso si stabilì a Madrid nel 1753, dove si guadagnò rapidamente il favore della regina madre Elisabetta Farnese, per la quale dipinse affreschi nel Palazzo della Granja. Nel 1758 gli fu affidata la cura dell'insegnamento artistico del principe Don Luis e divenne Pintor de Cámara. Don Luis fu senza dubbio uno dei più raffinati collezionisti d'arte del XVIII secolo e fu uno dei committenti di Goya. La sua collezione contava mille dipinti, oggi identificabili grazie agli inventari manoscritti redatti dopo la sua morte e ai numeri che compaiono in calce alle tele, come possiamo osservare nell'opera qui presentata (numero 8.10 in rosso in basso a destra della nostra tela). Sebbene il nostro dipinto evochi inevitabilmente i ritratti di nani dell'Età dell'Oro spagnola raffigurati da Velázquez, non si tratta qui di una figura di corte. Il crudo realismo con cui è rappresentata la figura sembra far più riferimento alla tradizione italiana dei pitocchi.
Bibliografia di riferimento:
J. Urrea Fernandez, Italian Painting of the Eighteenth Century in Spain, 1977, pp. 215-7 e segg. LVII
Olivier Meslay e Sophie Dominguez-Fuentes, L'homme au tricorne di Francesco Sasso, acquisizione del dipartimento di pittura del Musée du Louvre, Revue du Louvre, 2007, p. 73, n. 5 e p. 78, nota 6
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May 27, 2026 8:00 AM EDTGenoa, Liguria, Italy
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