Description
(Vicenza, 1605 circa - Padova, 1660)
Teste di carattere
Olio su tavola ovale, cm 35,2X25,5 (2)
Provenienza:
Milano, collezione privata
La formazione di Francesco Maffei avviene a Vicenza con Alessandro Maganza, guardando altresì i testi della tradizione rinascimentale e in modo particolare del Tintoretto e del Veronese. Trasferitosi a Venezia nel 1638, di notevole importanza furono gli esempi del Fetti, di Jan Liss, Bernardo Strozzi e specialmente Pietro della Vecchia, ma personalissima è la sua interpretazione formale e cromatica, decisamente estrosa e fantastica. Il Boschini, infatti, nella Carta del Navegar pittoresco lo descrive: 'Pitor no da pigmei ma da ziganti; Maestro, che in quatro sole penelae Fa che ognun tegna le çegie inarcae; manierion che stupir fa tuti quanti'. La sua produzione ben dimostra questa vena singolare, anticlassica, con stesure calde e mosse, veloci quasi da non finito, che si possono ben cogliere osservando gli studi di teste in esame, in cui esprime la propria singolare concezione dell'arte barocca. Allo stile del maestro rimandano anche le tipologie dei volti e la loro espressività, il modo in cui descrive le bocche e il taglio degli occhi, tipici del suo repertorio e che trovano adeguati confronti con le opere autografe a noi note.
L'attribuzione si deve ad Andrea Tomezzoli e a Sergio Marinelli.
Bibliografia di riferimento:
P. Rossi, Francesco Maffei, Milano 1991, ad vocem
Teste di carattere
Olio su tavola ovale, cm 35,2X25,5 (2)
Provenienza:
Milano, collezione privata
La formazione di Francesco Maffei avviene a Vicenza con Alessandro Maganza, guardando altresì i testi della tradizione rinascimentale e in modo particolare del Tintoretto e del Veronese. Trasferitosi a Venezia nel 1638, di notevole importanza furono gli esempi del Fetti, di Jan Liss, Bernardo Strozzi e specialmente Pietro della Vecchia, ma personalissima è la sua interpretazione formale e cromatica, decisamente estrosa e fantastica. Il Boschini, infatti, nella Carta del Navegar pittoresco lo descrive: 'Pitor no da pigmei ma da ziganti; Maestro, che in quatro sole penelae Fa che ognun tegna le çegie inarcae; manierion che stupir fa tuti quanti'. La sua produzione ben dimostra questa vena singolare, anticlassica, con stesure calde e mosse, veloci quasi da non finito, che si possono ben cogliere osservando gli studi di teste in esame, in cui esprime la propria singolare concezione dell'arte barocca. Allo stile del maestro rimandano anche le tipologie dei volti e la loro espressività, il modo in cui descrive le bocche e il taglio degli occhi, tipici del suo repertorio e che trovano adeguati confronti con le opere autografe a noi note.
L'attribuzione si deve ad Andrea Tomezzoli e a Sergio Marinelli.
Bibliografia di riferimento:
P. Rossi, Francesco Maffei, Milano 1991, ad vocem
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May 27, 2026 8:00 AM EDTGenoa, Liguria, Italy
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