Description
(attivo a Roma tra il 1738 e il 1773)
Innocenzo XI in adorazione del Crocifisso
Penna, bistro e biacca su carta, cm 24X19
Provenienza:
Roma, collezione Italo Faldi
Collezione privata
Bibliografia:
F. Petrucci, in Pittura di Ritratto a Roma, Il 700, I, Roma 2010, p. 792, fig. 1064
Non è un caso che il foglio qui presentato sia appartenuto a Italo Faldi, studioso che tra i primi indagò la personalità di Antonio Nessi (I. Faldi, Dipinti di figura dal rinascimento al neoclassicismo, in L'Accademia Nazionale di San Luca, Roma 1974, p. 170), artista poco noto non contemplato dalle consuete fonti, ma solo da Filippo Titi (F. Titi. Studio di pittura, scoltura, et architettura, nelle chiese di Roma (1674-1763), Firenze 1987, I, pp. 143, 147) e generalmente citato in quanto talentuoso allievo di Agostino Masucci e Sebastiano Conca (Thieme-Becker, XXV, Leipzig 1931, p. 396). Eppure, al Nessi furono affidate commissioni di rilievo, in particolare affreschi, ed è ricordato, ad esempio, a Palazzo Colonna tra il novembre 1765 e l'aprile 1766, quando dipinse il soffitto della 'camera del camino' con sei putti sostenenti fiori, le imprese Odescalchi e Chigi e i bassorilievi a chiaroscuro di soggetto mitologico e figure allegoriche (cfr. F. Petrucci, Documenti artistici sul Settecento nell'archivio Chigi (Parte I), in Bollettino d'Arte, 10-106 ; luglio-dicembre 1998, p. 67). Altra opera di rilievo è il soffitto della Sala da ballo di Palazzo Doria Pamphilj eseguito verso il 1768 in cui l'autore esprime al meglio la propria inventiva barocca, raffigurando al centro Venere che trattiene Enea dall'uccidere Elena (cfr. S. Rudolph, La pittura nel Settecento a Roma, Milano 1983, fig. 522). Nessi fu altresì attivo per i Borghese e viene citato in coppia con Amadore Accarisi per i lavori di decorazione nel 1768 del distrutto casino Borghese a Frascati (cfr. E. Fumagalli, Ludovico Stern decoratore, in Temi di decorazione. Dalla cultura dell'artificio alla poetica della natura (Studi sul Settecento Romano, 6), Roma 1990, p. 76 nota 44). Tornando al foglio in esame, è di particolare importanza in quanto si rivela preparatorio per il dipinto raffigurante Innocenzo XI in adorazione del crocifisso, custodito nella chiesa del Santissimo nome di Maria a Roma (fig. 1) e di cui è nota una versione in piccolo su rame di collezione privata (cfr. op. cit. Petrucci 2010, figg. 1065-1066).
Innocenzo XI in adorazione del Crocifisso
Penna, bistro e biacca su carta, cm 24X19
Provenienza:
Roma, collezione Italo Faldi
Collezione privata
Bibliografia:
F. Petrucci, in Pittura di Ritratto a Roma, Il 700, I, Roma 2010, p. 792, fig. 1064
Non è un caso che il foglio qui presentato sia appartenuto a Italo Faldi, studioso che tra i primi indagò la personalità di Antonio Nessi (I. Faldi, Dipinti di figura dal rinascimento al neoclassicismo, in L'Accademia Nazionale di San Luca, Roma 1974, p. 170), artista poco noto non contemplato dalle consuete fonti, ma solo da Filippo Titi (F. Titi. Studio di pittura, scoltura, et architettura, nelle chiese di Roma (1674-1763), Firenze 1987, I, pp. 143, 147) e generalmente citato in quanto talentuoso allievo di Agostino Masucci e Sebastiano Conca (Thieme-Becker, XXV, Leipzig 1931, p. 396). Eppure, al Nessi furono affidate commissioni di rilievo, in particolare affreschi, ed è ricordato, ad esempio, a Palazzo Colonna tra il novembre 1765 e l'aprile 1766, quando dipinse il soffitto della 'camera del camino' con sei putti sostenenti fiori, le imprese Odescalchi e Chigi e i bassorilievi a chiaroscuro di soggetto mitologico e figure allegoriche (cfr. F. Petrucci, Documenti artistici sul Settecento nell'archivio Chigi (Parte I), in Bollettino d'Arte, 10-106 ; luglio-dicembre 1998, p. 67). Altra opera di rilievo è il soffitto della Sala da ballo di Palazzo Doria Pamphilj eseguito verso il 1768 in cui l'autore esprime al meglio la propria inventiva barocca, raffigurando al centro Venere che trattiene Enea dall'uccidere Elena (cfr. S. Rudolph, La pittura nel Settecento a Roma, Milano 1983, fig. 522). Nessi fu altresì attivo per i Borghese e viene citato in coppia con Amadore Accarisi per i lavori di decorazione nel 1768 del distrutto casino Borghese a Frascati (cfr. E. Fumagalli, Ludovico Stern decoratore, in Temi di decorazione. Dalla cultura dell'artificio alla poetica della natura (Studi sul Settecento Romano, 6), Roma 1990, p. 76 nota 44). Tornando al foglio in esame, è di particolare importanza in quanto si rivela preparatorio per il dipinto raffigurante Innocenzo XI in adorazione del crocifisso, custodito nella chiesa del Santissimo nome di Maria a Roma (fig. 1) e di cui è nota una versione in piccolo su rame di collezione privata (cfr. op. cit. Petrucci 2010, figg. 1065-1066).
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May 27, 2026 8:00 AM EDTGenoa, Liguria, Italy
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