Description
(Genova, 1672 - 1742)
Ritratto femminile con garofano
Monogrammato sul fiore?
Olio su tela, cm 99X75,3
Provenienza:
Collezione del principe Pio di Savoia
Londra, Sotheby's, 2 ottobre 1999, lotto 395 (come cerchia di Louis Michel van Loo)
Genova, collezione privata
Bibliografia:
D. Sanguineti, in I fiori del Barocco, catalogo della mostra a cura di A. Orlando, Milano 2006, pp. 162-163 (come Domenico Parodi)
D. Sanguineti, Genovesi in posa, Genova 2011, p. 106-107, fig. 164 (come Domenico Parodi)
'Domenico Parodi nacque di padre scultore e scolpì anch'egli, e fu inoltre architetto; ma il suo gran vanto fu la pittura. Meno uguale a sé stesso che non fu il Piola, ha tuttavia maggiore stima perché ebbe genio più vasto, cognizioni di lettere e di arte più estese, imitazione del disegno greco più aperta, pennello più pieghevole a qualunque stile'. Con queste parole di elogio l'Abate Lanzi misura l'arte e la personalità dell'artista, figura poliedrica, raffinata, versatile. Formatosi inizialmente nella bottega paterna, fu con certezza fondamentale la frequentazione di Sebastiano Bombelli, autore veneziano, artefice di eleganti ritratti e altresì maestro di Vittore Ghislandi. A completare la sua educazione contribuì indubbiamente il successivo soggiorno romano, che gli permise di modulare le eleganti tonalità di matrice veneziana con i principi estetici di gusto classico. Questa squisita commistione stilistica si evince osservando la tela qui presentata che, scoperta da Anna Orlando, è ammirevole per tradurre in immagine il giudizio di Carlo Giuseppe Ratti: 'In ritratti per eccellenza riuscì e molti se ne veggono per le case di Genova [...], che oltre la molta verisimiglianza de' sembianti con sfoggio ed elleganza grande sono istoriati e pinti'. Tali indizi consentono di datare l'opera alla prima maturità del pittore, attorno ai primi anni del Settecento, quando ancor timide sono le inflessioni francesizzanti e si andava consolidando la sua fama di specialista, ottenendo commissioni dalle personalità di maggior spicco dell'aristocrazia genovese (cfr. Sanguineti 2011, p. 104).
Bibliografia di riferimento:
R. Soprani e C. G. Ratti, Vite de' pittori, scultori ed architetti Genovesi, vol. II, Genova 1769 (1797), pp. 208, 232
L. Lanzi, Storia pittorica della Italia...Venezia 1795-1796, II, pp. 336-337
Ritratto femminile con garofano
Monogrammato sul fiore?
Olio su tela, cm 99X75,3
Provenienza:
Collezione del principe Pio di Savoia
Londra, Sotheby's, 2 ottobre 1999, lotto 395 (come cerchia di Louis Michel van Loo)
Genova, collezione privata
Bibliografia:
D. Sanguineti, in I fiori del Barocco, catalogo della mostra a cura di A. Orlando, Milano 2006, pp. 162-163 (come Domenico Parodi)
D. Sanguineti, Genovesi in posa, Genova 2011, p. 106-107, fig. 164 (come Domenico Parodi)
'Domenico Parodi nacque di padre scultore e scolpì anch'egli, e fu inoltre architetto; ma il suo gran vanto fu la pittura. Meno uguale a sé stesso che non fu il Piola, ha tuttavia maggiore stima perché ebbe genio più vasto, cognizioni di lettere e di arte più estese, imitazione del disegno greco più aperta, pennello più pieghevole a qualunque stile'. Con queste parole di elogio l'Abate Lanzi misura l'arte e la personalità dell'artista, figura poliedrica, raffinata, versatile. Formatosi inizialmente nella bottega paterna, fu con certezza fondamentale la frequentazione di Sebastiano Bombelli, autore veneziano, artefice di eleganti ritratti e altresì maestro di Vittore Ghislandi. A completare la sua educazione contribuì indubbiamente il successivo soggiorno romano, che gli permise di modulare le eleganti tonalità di matrice veneziana con i principi estetici di gusto classico. Questa squisita commistione stilistica si evince osservando la tela qui presentata che, scoperta da Anna Orlando, è ammirevole per tradurre in immagine il giudizio di Carlo Giuseppe Ratti: 'In ritratti per eccellenza riuscì e molti se ne veggono per le case di Genova [...], che oltre la molta verisimiglianza de' sembianti con sfoggio ed elleganza grande sono istoriati e pinti'. Tali indizi consentono di datare l'opera alla prima maturità del pittore, attorno ai primi anni del Settecento, quando ancor timide sono le inflessioni francesizzanti e si andava consolidando la sua fama di specialista, ottenendo commissioni dalle personalità di maggior spicco dell'aristocrazia genovese (cfr. Sanguineti 2011, p. 104).
Bibliografia di riferimento:
R. Soprani e C. G. Ratti, Vite de' pittori, scultori ed architetti Genovesi, vol. II, Genova 1769 (1797), pp. 208, 232
L. Lanzi, Storia pittorica della Italia...Venezia 1795-1796, II, pp. 336-337
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