Description
(Vienna, 1699 - Venezia, 1760)
Assunzione della Vergine
Olio su tela, cm 33X23,5
Per la qualità pittorica e la felicità cromatica l'opera si rivela una preziosa testimonianza dell'attività di Antonio Guardi, altresì esemplare per la comprensione dei suoi procedimenti creativi a discapito delle scarne e disarmanti notizie che offrono le fonti storiche. Infatti, la critica moderna attribuisce al pittore un ruolo considerevole nel panorama europeo, quale rappresentante di un gusto internazionale e moderno. Non a caso, furono suoi committenti il Maresciallo Schulenburg e la famiglia Giovannelli che gli riconoscevano un talento indiscutibile per la sensibilità cromatica e la sprezzatura. Qualità che possiamo cogliere nel bozzetto in esame, basti osservare la marezzatura del manto blu e il peculiare cangiante della veste rosa, il tutto contrassegnato da stesure vibranti che con pochi tocchi riescono a evocare le forme e la luminosità. Tuttavia, come prima accennato, non è affatto agevole ricostruire i primi anni dell'artista e tantomeno delinearne la formazione, supponendo un apprendistato nella bottega del padre, trasferitosi a Venezia intorno al 1700. Le sue prime opere, invero, rivelano un'impronta del tardo barocco austriaco ed è altrettanto curioso che lo sviluppo qualitativo della sua arte si svolse durante la piena maturità, come si evince osservando i dipinti conservati nella Chiesa dell'Angelo Raffaele a Venezia che, a lungo riferiti a Francesco, sono da considerare tra i capolavori della pittura veneziana del Settecento e al medesimo periodo si può ricondurre il bozzetto in esame. Detto questo, non è agevole trovare un eventuale riferimento con un'opera finita e non sono di aiuto le simili movenze dei Santi in gloria rispettivamente a Filadelfia e a Francoforte (cfr. Morassi 1975, i Disegni, p. 82, n. 16, fig. 15; pp. 84-85, nn. 28-29, fig. 26-27), ma il disegno raffigurante l'Immacolata con la Santa Trinità del Museo di Tarnow a sua volta ripresa nella tela oggi a Gulbene Jaun in Polonia databile al 1745 offre un adeguato spunto cronologico (Morassi 1973, vol. I, pp. 313-314, n. 37, fig. 39).
Bibliografia di riferimento:
A. Morassi, Guardi. Antonio e Francesco Guardi, Venezia 1973, ad vocem
F. Pedrocco, F. Montecuccoli degli Erri, Antonio Guardi, Milano 1992, ad vocem
M. Mitchell, in The Glory of Venice: Art in the Eighteenth Century, catalogo della mostra a cura di J. Martineau e A. Robison, New Haven 1994, pp. 294-295
F. Pedrocco, Fiocco e i Guardi, in Saggi e memorie di Storia dell'arte, n. 29, 2005, pp. 325-333
Assunzione della Vergine
Olio su tela, cm 33X23,5
Per la qualità pittorica e la felicità cromatica l'opera si rivela una preziosa testimonianza dell'attività di Antonio Guardi, altresì esemplare per la comprensione dei suoi procedimenti creativi a discapito delle scarne e disarmanti notizie che offrono le fonti storiche. Infatti, la critica moderna attribuisce al pittore un ruolo considerevole nel panorama europeo, quale rappresentante di un gusto internazionale e moderno. Non a caso, furono suoi committenti il Maresciallo Schulenburg e la famiglia Giovannelli che gli riconoscevano un talento indiscutibile per la sensibilità cromatica e la sprezzatura. Qualità che possiamo cogliere nel bozzetto in esame, basti osservare la marezzatura del manto blu e il peculiare cangiante della veste rosa, il tutto contrassegnato da stesure vibranti che con pochi tocchi riescono a evocare le forme e la luminosità. Tuttavia, come prima accennato, non è affatto agevole ricostruire i primi anni dell'artista e tantomeno delinearne la formazione, supponendo un apprendistato nella bottega del padre, trasferitosi a Venezia intorno al 1700. Le sue prime opere, invero, rivelano un'impronta del tardo barocco austriaco ed è altrettanto curioso che lo sviluppo qualitativo della sua arte si svolse durante la piena maturità, come si evince osservando i dipinti conservati nella Chiesa dell'Angelo Raffaele a Venezia che, a lungo riferiti a Francesco, sono da considerare tra i capolavori della pittura veneziana del Settecento e al medesimo periodo si può ricondurre il bozzetto in esame. Detto questo, non è agevole trovare un eventuale riferimento con un'opera finita e non sono di aiuto le simili movenze dei Santi in gloria rispettivamente a Filadelfia e a Francoforte (cfr. Morassi 1975, i Disegni, p. 82, n. 16, fig. 15; pp. 84-85, nn. 28-29, fig. 26-27), ma il disegno raffigurante l'Immacolata con la Santa Trinità del Museo di Tarnow a sua volta ripresa nella tela oggi a Gulbene Jaun in Polonia databile al 1745 offre un adeguato spunto cronologico (Morassi 1973, vol. I, pp. 313-314, n. 37, fig. 39).
Bibliografia di riferimento:
A. Morassi, Guardi. Antonio e Francesco Guardi, Venezia 1973, ad vocem
F. Pedrocco, F. Montecuccoli degli Erri, Antonio Guardi, Milano 1992, ad vocem
M. Mitchell, in The Glory of Venice: Art in the Eighteenth Century, catalogo della mostra a cura di J. Martineau e A. Robison, New Haven 1994, pp. 294-295
F. Pedrocco, Fiocco e i Guardi, in Saggi e memorie di Storia dell'arte, n. 29, 2005, pp. 325-333
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May 27, 2026 8:00 AM EDTGenoa, Liguria, Italy
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