Description
(Beveren-Waas, 1599 - Torino, 1663)
La Vergine Immacolata in gloria con i profeti
Olio su tela, cm 40X24
Il dipinto è una significativa aggiunta al catalogo del pittore fiammingo Jan Miel rivelandosi il modelletto per la pala raffigurante la Vergine Immacolata e i Profeti firmata e datata 1657 e appartenente alla chiesa di San Francesco a Lerici (olio su tela, cm 285X165). La grande tela, oggi nel presbiterio, era verosimilmente collocata in una posizione di maggior prestigio e Giovanni Romano ben ricostruisce le vicende storiche inerenti agli altari della chiesa e alla committenza dell'opera riferibile a Lorenzo Botti (cfr. Romano 2001), che fu commissario generale della camera apostolica, ruolo che nel 1642 ricoprirà Jacopo Franzoni (cardinale in pectore dal 1658) il cui fratello Agostino era protettore di Jan Miel, come altresì attestato dal Baldinucci ricordandoci i rapporti con la famiglia Raggi (cfr. F. Baldinucci, Notizie dei professori del disegno.., II, Firenze 1773, pp. 35-36; Curzietti 2014, pp. 180-181). Come sappiamo Miel è documentato a Roma nel 1633 e svolse una sorprendente carriera che lo ha visto inizialmente dedito al genere bambocciante seguendo gli esempi di Pieter van Laer (Briganti 1983, pp. 91-114), ma in seguito, nel corso del quinto decennio, si dedicò con successo alla pittura di storia. In questi anni il pittore si rivela un artista complesso, versatile e così lo ben giudicò Giovanni Battista Passeri (Passeri 1772, pp. 224-225) al cospetto delle sue collaborazioni con il Sacchi e Pietro da Cortona (Baldinucci 1767-1774, vol. 17, pag. 34-35). Sono questi gli anni delle importanti commissioni pubbliche che vedono l'artista impegnato in San Lorenzo in Lucina e ottenere ben tre commissioni papali da parte di Alessandro VII: il grande affresco dell'Attraversamento del Mar Rosso nella cosiddetta Galleria di Alessandro VII nel Palazzo del Quirinale (1656), gli affreschi di scene bibliche nella cappella privata del Palazzo Apostolico in Vaticano (1657) e due incisioni per la nuova edizione del Missale Romanum, pubblicata a Roma nel 1662. In questo contesto si inserisce la pala di Lerici che immersa in una luce dorata e un forte chiaroscuro rivela l'attenzione dell'autore nei confronti di Guido Reni, in particolare l'Assunzione dipinta per la chiesa del Gesù a Genova. La chiara corrispondenza tra le sezioni superiori dei due dipinti, e persino la tenerezza del volto della Vergine e l'inclinazione del suo capo, ci permettono di pensare che Miel possa aver visto di persona il dipinto del bolognese, forse durante il suo viaggio nell'Italia settentrionale nel 1654. Ma in questo caso una relazione ancora più stretta tra i due maestri si riscontra nella pala raffigurante I Padri della Chiesa che contestavano il dogma dell'Immacolata Concezione oggi all'Ermitage di San Pietroburgo (S. Pepper, Guido Reni, l'opera completa, Novara 1988, p. 250).
Bibliografia di riferimento:
G. B. Passeri, Vite de' Pittori, Scultori ed Architetti che hanno lavorato in Roma, morti dal 1641 fino al 1673, Roma 1772
Thomas Kren, Jan Miel (1599; 1664): a Flemish painter in Rome, Yale University, Diss., 1978
G. Briganti, L. Trezzani, L. Laureati, I Bamboccianti, pittori della vita quotidiana a Roma nel Seicento, Roma 1983, ad vocem
A. Cottino, Una nuova proposta per il catalogo delle opere sacre di Jan Miel, in Studi Piemontesi, XIV, 1985, pp. 365-367
G. Romano, Proposte per la pala di Jan Miel a Lerici, in Restauri nel golfo dei poeti, a cura di P. Donati, Genova 2001, pp. 63-69, nota 12
La Vergine Immacolata in gloria con i profeti
Olio su tela, cm 40X24
Il dipinto è una significativa aggiunta al catalogo del pittore fiammingo Jan Miel rivelandosi il modelletto per la pala raffigurante la Vergine Immacolata e i Profeti firmata e datata 1657 e appartenente alla chiesa di San Francesco a Lerici (olio su tela, cm 285X165). La grande tela, oggi nel presbiterio, era verosimilmente collocata in una posizione di maggior prestigio e Giovanni Romano ben ricostruisce le vicende storiche inerenti agli altari della chiesa e alla committenza dell'opera riferibile a Lorenzo Botti (cfr. Romano 2001), che fu commissario generale della camera apostolica, ruolo che nel 1642 ricoprirà Jacopo Franzoni (cardinale in pectore dal 1658) il cui fratello Agostino era protettore di Jan Miel, come altresì attestato dal Baldinucci ricordandoci i rapporti con la famiglia Raggi (cfr. F. Baldinucci, Notizie dei professori del disegno.., II, Firenze 1773, pp. 35-36; Curzietti 2014, pp. 180-181). Come sappiamo Miel è documentato a Roma nel 1633 e svolse una sorprendente carriera che lo ha visto inizialmente dedito al genere bambocciante seguendo gli esempi di Pieter van Laer (Briganti 1983, pp. 91-114), ma in seguito, nel corso del quinto decennio, si dedicò con successo alla pittura di storia. In questi anni il pittore si rivela un artista complesso, versatile e così lo ben giudicò Giovanni Battista Passeri (Passeri 1772, pp. 224-225) al cospetto delle sue collaborazioni con il Sacchi e Pietro da Cortona (Baldinucci 1767-1774, vol. 17, pag. 34-35). Sono questi gli anni delle importanti commissioni pubbliche che vedono l'artista impegnato in San Lorenzo in Lucina e ottenere ben tre commissioni papali da parte di Alessandro VII: il grande affresco dell'Attraversamento del Mar Rosso nella cosiddetta Galleria di Alessandro VII nel Palazzo del Quirinale (1656), gli affreschi di scene bibliche nella cappella privata del Palazzo Apostolico in Vaticano (1657) e due incisioni per la nuova edizione del Missale Romanum, pubblicata a Roma nel 1662. In questo contesto si inserisce la pala di Lerici che immersa in una luce dorata e un forte chiaroscuro rivela l'attenzione dell'autore nei confronti di Guido Reni, in particolare l'Assunzione dipinta per la chiesa del Gesù a Genova. La chiara corrispondenza tra le sezioni superiori dei due dipinti, e persino la tenerezza del volto della Vergine e l'inclinazione del suo capo, ci permettono di pensare che Miel possa aver visto di persona il dipinto del bolognese, forse durante il suo viaggio nell'Italia settentrionale nel 1654. Ma in questo caso una relazione ancora più stretta tra i due maestri si riscontra nella pala raffigurante I Padri della Chiesa che contestavano il dogma dell'Immacolata Concezione oggi all'Ermitage di San Pietroburgo (S. Pepper, Guido Reni, l'opera completa, Novara 1988, p. 250).
Bibliografia di riferimento:
G. B. Passeri, Vite de' Pittori, Scultori ed Architetti che hanno lavorato in Roma, morti dal 1641 fino al 1673, Roma 1772
Thomas Kren, Jan Miel (1599; 1664): a Flemish painter in Rome, Yale University, Diss., 1978
G. Briganti, L. Trezzani, L. Laureati, I Bamboccianti, pittori della vita quotidiana a Roma nel Seicento, Roma 1983, ad vocem
A. Cottino, Una nuova proposta per il catalogo delle opere sacre di Jan Miel, in Studi Piemontesi, XIV, 1985, pp. 365-367
G. Romano, Proposte per la pala di Jan Miel a Lerici, in Restauri nel golfo dei poeti, a cura di P. Donati, Genova 2001, pp. 63-69, nota 12
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May 27, 2026 8:00 AM EDTGenoa, Liguria, Italy
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