Description
(Verona, 1570 circa - Corinaldo, 1644)
Ritratto di Federico Ubaldo di Urbino armato
Olio su tela, cm 120X83
Provenienza:
Milano, collezione privata
La tela raffigura Federico Ubaldo della Rovere bambino e trova confronto con il ritratto oggi d'ubicazione ignota che fu venduto l'11 marzo 1932, lotto 85 alla Christie's di Londra che, presentato come opera di Murillo, fu successivamente attribuito a Federico Barocci (fig. 1, olio su tela, cm 140,97X105,41; cfr. Frick Art Reference Library). È altresì di grande interesse riscontrare che del dipinto qui esaminato è nota una versione con lievi varianti riscontrabili guardando la pavimentazione (che nel nostro caso è di un'unica tinta e priva delle geometriche mattonelle marmoree), alcuni dettagli dei finimenti e infine dalla scritta in alto inerente al riconoscimento dell'effigiato che recita: FEDERICO PRENCIPE D'URBINO D'ETÀ D'ANNI. IIII. 1609 (fig.2, olio su tela, cm 121X83, cfr. G. Semenza, La scuola baroccesca nelle note spese di Francesco Maria II della Rovere, in Nel Segno di Barocci. Allievi e seguaci tra Marche, Umbria, Siena, catalogo della mostra a cura di A. M. Ambrosini Massari e M. Cellini, Milano 2005, pp. 38-49, fig. 9, nota 152; A. M. Ambrosini Massari, Per Federico Barocci pittore di ritratti (con un nuovo autoritratto di Claudio Ridolfi), in Federico Barocci. Gloria e ideologia del colore, a cura di A. Emiliani, Roma 2016, pp. 51-81, nota 69). Detto questo, del dipinto che descrive il giovane Federico con il falcone conosciamo una derivazione riferita a Claudio Ridolfi appartenente alla Galleria degli Uffizi ed è un dato quanto mai interessante che il libro contabile del Duca di Urbino elenca almeno tre ritratti di Federico Ubaldo realizzati dal pittore (cfr. L. Arcangeli, La produzione laica del Ridolfi: i ritratti celebrativi, in Claudio Ridolfi. Un pittore veneto nelle Marche del '600, catalogo della mostra a cura di C. Costanzi, M. Massa, Ancona 1994, pp. 30-36). Come sappiamo, il pittore di origini veronesi si formò a Venezia nella bottega di Paolo Caliari e, dopo la morte del maestro, nel 1588, lasciò Venezia; nel 1590 è documentato a Urbino dove frequentò la bottega di Barocci e lavorò intensamente per la corte, soprattutto nei primi anni del XVII secolo. È interessante notare che, sebbene la sua precedente produzione artistica consistesse principalmente in soggetti religiosi, alla corte dei Della Rovere dipinse soprattutto ritratti. L'incontro con il Barocci rappresentò pertanto un aspetto importante per l'artista, l'anziano maestro gli fu amico e sostenitore e durante i primi decenni del Seicento Ridolfi fu uno degli artisti più ricercati. Il 'pittore dalle due anime', come lo ha definito Carlo Volpe per la sua formazione metà veneta e metà marchigiana, riuscendo a elaborare un linguaggio che coniugava al meglio il colorismo lagunare con la cultura centro italiana, eludendo il 'baroccismo' di maniera oramai anacronistico.
Si ringrazia Daniele Benati per l'attribuzione.
Ritratto di Federico Ubaldo di Urbino armato
Olio su tela, cm 120X83
Provenienza:
Milano, collezione privata
La tela raffigura Federico Ubaldo della Rovere bambino e trova confronto con il ritratto oggi d'ubicazione ignota che fu venduto l'11 marzo 1932, lotto 85 alla Christie's di Londra che, presentato come opera di Murillo, fu successivamente attribuito a Federico Barocci (fig. 1, olio su tela, cm 140,97X105,41; cfr. Frick Art Reference Library). È altresì di grande interesse riscontrare che del dipinto qui esaminato è nota una versione con lievi varianti riscontrabili guardando la pavimentazione (che nel nostro caso è di un'unica tinta e priva delle geometriche mattonelle marmoree), alcuni dettagli dei finimenti e infine dalla scritta in alto inerente al riconoscimento dell'effigiato che recita: FEDERICO PRENCIPE D'URBINO D'ETÀ D'ANNI. IIII. 1609 (fig.2, olio su tela, cm 121X83, cfr. G. Semenza, La scuola baroccesca nelle note spese di Francesco Maria II della Rovere, in Nel Segno di Barocci. Allievi e seguaci tra Marche, Umbria, Siena, catalogo della mostra a cura di A. M. Ambrosini Massari e M. Cellini, Milano 2005, pp. 38-49, fig. 9, nota 152; A. M. Ambrosini Massari, Per Federico Barocci pittore di ritratti (con un nuovo autoritratto di Claudio Ridolfi), in Federico Barocci. Gloria e ideologia del colore, a cura di A. Emiliani, Roma 2016, pp. 51-81, nota 69). Detto questo, del dipinto che descrive il giovane Federico con il falcone conosciamo una derivazione riferita a Claudio Ridolfi appartenente alla Galleria degli Uffizi ed è un dato quanto mai interessante che il libro contabile del Duca di Urbino elenca almeno tre ritratti di Federico Ubaldo realizzati dal pittore (cfr. L. Arcangeli, La produzione laica del Ridolfi: i ritratti celebrativi, in Claudio Ridolfi. Un pittore veneto nelle Marche del '600, catalogo della mostra a cura di C. Costanzi, M. Massa, Ancona 1994, pp. 30-36). Come sappiamo, il pittore di origini veronesi si formò a Venezia nella bottega di Paolo Caliari e, dopo la morte del maestro, nel 1588, lasciò Venezia; nel 1590 è documentato a Urbino dove frequentò la bottega di Barocci e lavorò intensamente per la corte, soprattutto nei primi anni del XVII secolo. È interessante notare che, sebbene la sua precedente produzione artistica consistesse principalmente in soggetti religiosi, alla corte dei Della Rovere dipinse soprattutto ritratti. L'incontro con il Barocci rappresentò pertanto un aspetto importante per l'artista, l'anziano maestro gli fu amico e sostenitore e durante i primi decenni del Seicento Ridolfi fu uno degli artisti più ricercati. Il 'pittore dalle due anime', come lo ha definito Carlo Volpe per la sua formazione metà veneta e metà marchigiana, riuscendo a elaborare un linguaggio che coniugava al meglio il colorismo lagunare con la cultura centro italiana, eludendo il 'baroccismo' di maniera oramai anacronistico.
Si ringrazia Daniele Benati per l'attribuzione.
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May 27, 2026 8:00 AM EDTGenoa, Liguria, Italy
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