Description
(Venezia, 1665 - 1732)
Fortuna di mare
Olio su tela, cm 81,5X126
Bartolomeo Pedon è uno dei paesaggisti più interessanti del panorama artistico veneto d'età barocca e le fonti letterarie lo descrivono dal carattere bizzarro e 'bohèmien'. La sua produzione conta scenografie stravaganti, burrascose, vedute notturne e fantastiche, che si distinguono notevolmente rispetto al gusto arcadico dell'epoca, evidenziando una originalità non comune. La nostra tela, databile ai primi anni del XVIII secolo, esibisce quella libertà di tocco tipica dell'artista, affine a Marco Ricci ma, tuttavia, diversa per quella sensibilità 'preromantica' con cui è descritto il paesaggio e i fenomeni atmosferici. Infatti, nel rinnovamento del linguaggio figurativo veneto tra il Seicento ed il Settecento Pedon è un pittore di transizione, che rielabora gli esempi di Anton Eismann e Hans de Jode conducendoli a poetiche tipicamente rocaille. Il dipinto trova confronto con la Burrasca di mare conservata al Museo civico di Padova, che dopo esser stata attribuita al Mulier e a Marco Ricci, fu ricondotta al catalogo dell'artista da Marcel Roethlisberger-Bianco per l'insistita tipicità di arricciare i contorni delle onde, il modo di descrivere gli edifici e gli alberi scossi dal vento secondo una conduzione che trova riscontro nella tela in esame e altresì in quelle pubblicate da De Logu, suggerendo pertanto una datazione precoce, ancora seicentesca (cfr. Da Padovanino a Tiepolo. Dipinti dei Musei Civici di Padova del Seicento e Settecento, Milano 1997, pp. 202-204, n. 127).
Bibliografia di riferimento:
E. Martini, La Pittura del Settecento Veneto, Istituto per l'Enciclopedia del Friuli-Venezia Giulia, Udine 1982, pp. 39, 91, n. 523
A. Delneri, D. Succi, Da Canaletto a Zuccarelli, il paesaggio veneto del Settecento, Udine 2003, pp. 141-146, figg. 104-108
Fortuna di mare
Olio su tela, cm 81,5X126
Bartolomeo Pedon è uno dei paesaggisti più interessanti del panorama artistico veneto d'età barocca e le fonti letterarie lo descrivono dal carattere bizzarro e 'bohèmien'. La sua produzione conta scenografie stravaganti, burrascose, vedute notturne e fantastiche, che si distinguono notevolmente rispetto al gusto arcadico dell'epoca, evidenziando una originalità non comune. La nostra tela, databile ai primi anni del XVIII secolo, esibisce quella libertà di tocco tipica dell'artista, affine a Marco Ricci ma, tuttavia, diversa per quella sensibilità 'preromantica' con cui è descritto il paesaggio e i fenomeni atmosferici. Infatti, nel rinnovamento del linguaggio figurativo veneto tra il Seicento ed il Settecento Pedon è un pittore di transizione, che rielabora gli esempi di Anton Eismann e Hans de Jode conducendoli a poetiche tipicamente rocaille. Il dipinto trova confronto con la Burrasca di mare conservata al Museo civico di Padova, che dopo esser stata attribuita al Mulier e a Marco Ricci, fu ricondotta al catalogo dell'artista da Marcel Roethlisberger-Bianco per l'insistita tipicità di arricciare i contorni delle onde, il modo di descrivere gli edifici e gli alberi scossi dal vento secondo una conduzione che trova riscontro nella tela in esame e altresì in quelle pubblicate da De Logu, suggerendo pertanto una datazione precoce, ancora seicentesca (cfr. Da Padovanino a Tiepolo. Dipinti dei Musei Civici di Padova del Seicento e Settecento, Milano 1997, pp. 202-204, n. 127).
Bibliografia di riferimento:
E. Martini, La Pittura del Settecento Veneto, Istituto per l'Enciclopedia del Friuli-Venezia Giulia, Udine 1982, pp. 39, 91, n. 523
A. Delneri, D. Succi, Da Canaletto a Zuccarelli, il paesaggio veneto del Settecento, Udine 2003, pp. 141-146, figg. 104-108
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BARTOLOMEO PEDON
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OLD MASTER AND 19TH-CENTURY PAINTING
May 27, 2026 8:00 AM EDTGenoa, Liguria, Italy
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