Description
(Napoli, 1663 - 1714)
Capricci architettonici
Olio su tela, cm 36X50,2 (2)
Inscritto sul verso della tela: 'Del Conte Masalteno?'
Provenienza:
Milano, collezione privata
La luce che traspare in eleganti alternanze cromatiche grigio azzurre delle architetture e la costruzione prospettica atta a creare la profondità scenica, indicano l'attribuzione al pittore napoletano Gennaro Greco. Secondo le fonti storiche settecentesche l'artista studiò il trattato di prospettiva compilato da Padre Pozzo nel 1693 e il de' Dominici narra che 'impratichito da quelle ottime regole fece bellissimi quadri, tirando linee in vedute prospettiche con tanta intelligenza' (cfr. B. de' Dominici, Vite de' pittori, scultori ed architetti napoletani, Napoli 1742-44, III, pp. 553-554). Queste evidenti qualità pongono il Greco quale anello di congiunzione tra Viviano Codazzi e i capricci napoletani di Leonardo Coccorante (attivo a Napoli nella prima metà del XVIII secolo), inaugurando quel filone illustrativo dedicato ai paesaggi fantastici con capricci architettonici e figure risolte con pennellate veloci e a macchia, sulla falsariga di Domenico Gargiulo. Si deduce che le opere in esame si collocano cronologicamente alla maturità quando l'autore ha evoluto la sua arte in chiave pienamente rocaille.
Bibliografia di riferimento:
N. Spinosa, Pittura napoletana del Settecento dal Barocco al Rococò, Napoli 1988, I, figg. 422; 42
K. Murawska Muthesius, Il teatro napoletano delle rovine: i quadri della cerchia di Leonardo Coccolante e di Gennaro Greco nelle raccolte polacche, pp. 74-75 in Bulletin du Musée National de Varsovie, XXXIX, 1998 n 1-4, pp. 71-89
Capricci architettonici
Olio su tela, cm 36X50,2 (2)
Inscritto sul verso della tela: 'Del Conte Masalteno?'
Provenienza:
Milano, collezione privata
La luce che traspare in eleganti alternanze cromatiche grigio azzurre delle architetture e la costruzione prospettica atta a creare la profondità scenica, indicano l'attribuzione al pittore napoletano Gennaro Greco. Secondo le fonti storiche settecentesche l'artista studiò il trattato di prospettiva compilato da Padre Pozzo nel 1693 e il de' Dominici narra che 'impratichito da quelle ottime regole fece bellissimi quadri, tirando linee in vedute prospettiche con tanta intelligenza' (cfr. B. de' Dominici, Vite de' pittori, scultori ed architetti napoletani, Napoli 1742-44, III, pp. 553-554). Queste evidenti qualità pongono il Greco quale anello di congiunzione tra Viviano Codazzi e i capricci napoletani di Leonardo Coccorante (attivo a Napoli nella prima metà del XVIII secolo), inaugurando quel filone illustrativo dedicato ai paesaggi fantastici con capricci architettonici e figure risolte con pennellate veloci e a macchia, sulla falsariga di Domenico Gargiulo. Si deduce che le opere in esame si collocano cronologicamente alla maturità quando l'autore ha evoluto la sua arte in chiave pienamente rocaille.
Bibliografia di riferimento:
N. Spinosa, Pittura napoletana del Settecento dal Barocco al Rococò, Napoli 1988, I, figg. 422; 42
K. Murawska Muthesius, Il teatro napoletano delle rovine: i quadri della cerchia di Leonardo Coccolante e di Gennaro Greco nelle raccolte polacche, pp. 74-75 in Bulletin du Musée National de Varsovie, XXXIX, 1998 n 1-4, pp. 71-89
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May 27, 2026 8:00 AM EDTGenoa, Liguria, Italy
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