Description
(attivo a Roma durante il secondo decennio del XVII secolo)
Madonna con Cristo e Angeli
Olio su tela, cm 115X177
Provenienza:
Roma, collezione privata
Bibliografia:
G. Papi, Il Genio degli anonimi. Maestri Caravaggeschi a Roma e a Napoli, Milano 2005, p. 18, fig. A.1
Fu Luisa Vertova a delineare un catalogo di questo maestro (Nicolson 1990) collegando tra loro una Incoronazione di spine oggi della Galleria Lampronti (già Londra Galleria Matthiesen) e il Suonatore della Cassa di Risparmio di Genova dove sulla chitarra si legge un monogramma che la studiosa interpretò come 'FG'. Il quadro Lampronti era in precedenza assegnato a Cecco del Caravaggio, mentre il suonatore di Genova fu sulla scorta delle iniziali riferito da Maurizio Marini all'iberico Francisco de Garavadjal (Marini 1976). Detto ciò, si deve a Gianni Papi l'aver riconosciuto in Francesco Boneri la reale identità di Cecco del Caravaggio e la corretta interpretazione del monogramma genovese in 'RG', sgombrando il campo di tutte le ipotesi identificative fino ad allora tentate che, oltre a Cecco, chiamavano in causa Francesco Gentileschi e Giovan Francesco Guerrieri (cfr. Papi 1996; 2001; 2002). Pertanto, lo studioso dal 1996 in poi costituì il corpus di questo geniale anonimo caravaggesco dandogli un assetto nel catalogo della mostra Il genio degli anonimi, tenutasi nel 2005. In quell'occasione, Papi oltre ai dipinti citati contò un nucleo di undici opere aggiungendo il Rinaldo e Armida del Museo Civico di Biella e il Cristo che riceve la benedizione dalla Vergine qui presentato (cfr. Papi 2005). Grazie a questo sforzo filologico, Papi osservò che l'artista, oltre a Cecco, mostrava una prossimità con i modelli manfrediani, manifestandosi comunque spigoloso ed eccentrico, con le figure come 'reinterpretate in vitro' e di 'un'asprezza minerale'. Infatti, nel nostro caso si osserva il tagliente luminismo della scena connotato da una luce gelida, quasi al neon, che evidenzia e definisce i contorni, le pieghe, i tratti dei volti, segnando si un debito verso Cecco, ma interpretato in una forma estrema e neoquattrocentesca di ipnotico fascino, suggerendo infine una data d'esecuzione al terzo decennio.
Bibliografia di riferimento:
M. Marini, San Pietro Nolasco trasportato dagli angeli: Bartolomeo Cavarozzi e Cecco del Caravaggio, in Antologia di Belle Arti, 9-12, 1979, pp. 72, 76
B. Nicolson, Caravaggism in Europe, second edition revised and enlarged by L. Vertova, Torino 1990, I, p. 150
G. Papi, Il Monogrammista RG e un indizio per Terbrugghen in Italia, in Paragone, 5-6-7 (551-553-555), 1996, pp. 97-106
G. Papi, Cecco del Caravaggio, Soncino, 2001, pp. 41-42 e p. 100, tav. XLIV
G. Papi, Aggiornamenti nelle Collezioni d'Arte Carige: il monogrammista RG e il suonatore che accorda la chitarra, in La Casana, 44, 2002, pp. 32-33
Madonna con Cristo e Angeli
Olio su tela, cm 115X177
Provenienza:
Roma, collezione privata
Bibliografia:
G. Papi, Il Genio degli anonimi. Maestri Caravaggeschi a Roma e a Napoli, Milano 2005, p. 18, fig. A.1
Fu Luisa Vertova a delineare un catalogo di questo maestro (Nicolson 1990) collegando tra loro una Incoronazione di spine oggi della Galleria Lampronti (già Londra Galleria Matthiesen) e il Suonatore della Cassa di Risparmio di Genova dove sulla chitarra si legge un monogramma che la studiosa interpretò come 'FG'. Il quadro Lampronti era in precedenza assegnato a Cecco del Caravaggio, mentre il suonatore di Genova fu sulla scorta delle iniziali riferito da Maurizio Marini all'iberico Francisco de Garavadjal (Marini 1976). Detto ciò, si deve a Gianni Papi l'aver riconosciuto in Francesco Boneri la reale identità di Cecco del Caravaggio e la corretta interpretazione del monogramma genovese in 'RG', sgombrando il campo di tutte le ipotesi identificative fino ad allora tentate che, oltre a Cecco, chiamavano in causa Francesco Gentileschi e Giovan Francesco Guerrieri (cfr. Papi 1996; 2001; 2002). Pertanto, lo studioso dal 1996 in poi costituì il corpus di questo geniale anonimo caravaggesco dandogli un assetto nel catalogo della mostra Il genio degli anonimi, tenutasi nel 2005. In quell'occasione, Papi oltre ai dipinti citati contò un nucleo di undici opere aggiungendo il Rinaldo e Armida del Museo Civico di Biella e il Cristo che riceve la benedizione dalla Vergine qui presentato (cfr. Papi 2005). Grazie a questo sforzo filologico, Papi osservò che l'artista, oltre a Cecco, mostrava una prossimità con i modelli manfrediani, manifestandosi comunque spigoloso ed eccentrico, con le figure come 'reinterpretate in vitro' e di 'un'asprezza minerale'. Infatti, nel nostro caso si osserva il tagliente luminismo della scena connotato da una luce gelida, quasi al neon, che evidenzia e definisce i contorni, le pieghe, i tratti dei volti, segnando si un debito verso Cecco, ma interpretato in una forma estrema e neoquattrocentesca di ipnotico fascino, suggerendo infine una data d'esecuzione al terzo decennio.
Bibliografia di riferimento:
M. Marini, San Pietro Nolasco trasportato dagli angeli: Bartolomeo Cavarozzi e Cecco del Caravaggio, in Antologia di Belle Arti, 9-12, 1979, pp. 72, 76
B. Nicolson, Caravaggism in Europe, second edition revised and enlarged by L. Vertova, Torino 1990, I, p. 150
G. Papi, Il Monogrammista RG e un indizio per Terbrugghen in Italia, in Paragone, 5-6-7 (551-553-555), 1996, pp. 97-106
G. Papi, Cecco del Caravaggio, Soncino, 2001, pp. 41-42 e p. 100, tav. XLIV
G. Papi, Aggiornamenti nelle Collezioni d'Arte Carige: il monogrammista RG e il suonatore che accorda la chitarra, in La Casana, 44, 2002, pp. 32-33
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