Description
(Genova, 1627 - 1703)
Madonna con il Bambino
Olio su tela, cm 42X33,5
Domenico Piola fu il più importante artista genovese durante la seconda metà del XVII secolo, il suo apprendistato avvenne nella bottega del fratello Pellegro e successivamente con Giovanni Domenico Cappellino, ma non sono da sottovalutare gli stimoli culturali giunti da altre scuole e l'influenza del poco più anziano Valerio Castello. Si deve poi evidenziare che Domenico fu uno straordinario disegnatore e inventore di codici compositivi, a questo proposito si pensi al suo rapporto con gli scultori, da Filippo Parodi (1630-1702) e Anton Maria Maragliano (1664-1739), ma soprattutto la sua capacità di maestro e imprenditore a capo di una bottega prolifica e in grado di affrontare complesse decorazioni a fresco, pale d'altare e raffinati quadri da stanza. Si deve a Federico Alizeri la comprensione di come era organizzata la casa-studio dei Piola parlando della 'dolce fratellanza di que' pittori che confondeva gli uni cogli altri gli studi e le bozze che uscivano da loro pennelli' (cfr. F. Alizeri, Guida artistica per la città di Genova, Genova 1846-1847, I, p. 244) e a questo proposito si rileva di grande interesse la tela qui presentata che, per la qualità espressiva delle stesure e del disegno, si deve assegnare al maestro. Ma l'aspetto più interessante è la sprezzatura dell'esecuzione che pone il dipinto tra l'abbozzo e un'opera 'finita' in cui l'autore esibisce al meglio il suo virtuosismo, offrendo ai propri allievi e collaboratori la propria visione estetica dell'arte. La composizione denota altresì come Piola interpreti le suggestioni emiliane di Correggio e dei bolognesi, così gli echi romani appresi durante un precoce viaggio di studio (1643) taciuto dal Ratti, ma documentato da Ezia Gavazza conseguendo un respiro culturale europeo (cfr. E. Gavazza, Roma. Genova: appunti per una vicenda di cultura artistica tra Sei e Settecento, in La cappella dei signori Franzoni magnificamente architettata. Alessandro Algardi, Domenico Guidi e uno spazio del Seicento genovese, a cura di M. Bruno ; D. Sanguineti, Genova 2013, pp. 7-9).
Si ringrazia Camillo Manzitti per l'attribuzione.
Bibliografia di riferimento:
R. Soprani e C. G. Ratti, Vite de' pittori, scultori ed architetti Genovesi, vol. I, Genova 1769 (1797), p. 36
E. Gavazza, Lo spazio dipinto. Il grande affresco genovese nel '600, Genova 1989, ad vocem
L. Magnani, in La pittura in Liguria. Il secondo Seicento, a cura di E. Gavazza, F. Lamera, L. Magnani, Genova 1990, pp. 324-326
D. Sanguineti, Domenico Piola e i pittori della sua casa, Soncino 2004, ad vocem
Domenico Piola (1627-1703). Progetti per le arti, catalogo della mostra, a cura di P. Boccardo, M. Priarone, Cinisello Balsamo 2006, ad vocem
A. Orlando, Dipinti genovesi dal Cinquecento al Settecento. Ritrovamenti dal collezionismo privato, Torino 2010, ad vocem
D. Sanguineti, Domenico Piola (1628-1703). Percorsi di pittura barocca, Genova 2018, ad vocem
Madonna con il Bambino
Olio su tela, cm 42X33,5
Domenico Piola fu il più importante artista genovese durante la seconda metà del XVII secolo, il suo apprendistato avvenne nella bottega del fratello Pellegro e successivamente con Giovanni Domenico Cappellino, ma non sono da sottovalutare gli stimoli culturali giunti da altre scuole e l'influenza del poco più anziano Valerio Castello. Si deve poi evidenziare che Domenico fu uno straordinario disegnatore e inventore di codici compositivi, a questo proposito si pensi al suo rapporto con gli scultori, da Filippo Parodi (1630-1702) e Anton Maria Maragliano (1664-1739), ma soprattutto la sua capacità di maestro e imprenditore a capo di una bottega prolifica e in grado di affrontare complesse decorazioni a fresco, pale d'altare e raffinati quadri da stanza. Si deve a Federico Alizeri la comprensione di come era organizzata la casa-studio dei Piola parlando della 'dolce fratellanza di que' pittori che confondeva gli uni cogli altri gli studi e le bozze che uscivano da loro pennelli' (cfr. F. Alizeri, Guida artistica per la città di Genova, Genova 1846-1847, I, p. 244) e a questo proposito si rileva di grande interesse la tela qui presentata che, per la qualità espressiva delle stesure e del disegno, si deve assegnare al maestro. Ma l'aspetto più interessante è la sprezzatura dell'esecuzione che pone il dipinto tra l'abbozzo e un'opera 'finita' in cui l'autore esibisce al meglio il suo virtuosismo, offrendo ai propri allievi e collaboratori la propria visione estetica dell'arte. La composizione denota altresì come Piola interpreti le suggestioni emiliane di Correggio e dei bolognesi, così gli echi romani appresi durante un precoce viaggio di studio (1643) taciuto dal Ratti, ma documentato da Ezia Gavazza conseguendo un respiro culturale europeo (cfr. E. Gavazza, Roma. Genova: appunti per una vicenda di cultura artistica tra Sei e Settecento, in La cappella dei signori Franzoni magnificamente architettata. Alessandro Algardi, Domenico Guidi e uno spazio del Seicento genovese, a cura di M. Bruno ; D. Sanguineti, Genova 2013, pp. 7-9).
Si ringrazia Camillo Manzitti per l'attribuzione.
Bibliografia di riferimento:
R. Soprani e C. G. Ratti, Vite de' pittori, scultori ed architetti Genovesi, vol. I, Genova 1769 (1797), p. 36
E. Gavazza, Lo spazio dipinto. Il grande affresco genovese nel '600, Genova 1989, ad vocem
L. Magnani, in La pittura in Liguria. Il secondo Seicento, a cura di E. Gavazza, F. Lamera, L. Magnani, Genova 1990, pp. 324-326
D. Sanguineti, Domenico Piola e i pittori della sua casa, Soncino 2004, ad vocem
Domenico Piola (1627-1703). Progetti per le arti, catalogo della mostra, a cura di P. Boccardo, M. Priarone, Cinisello Balsamo 2006, ad vocem
A. Orlando, Dipinti genovesi dal Cinquecento al Settecento. Ritrovamenti dal collezionismo privato, Torino 2010, ad vocem
D. Sanguineti, Domenico Piola (1628-1703). Percorsi di pittura barocca, Genova 2018, ad vocem
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DOMENICO PIOLA
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OLD MASTER AND 19TH-CENTURY PAINTING
May 27, 2026 8:00 AM EDTGenoa, Liguria, Italy
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