Description
(Correggio, 1681 - Bologna, 1743)
Annunciazione
Olio su tela, cm 104X87,5
Provenienza:
Genova, collezione privata
Vienna, Dorotheum, 25 maggio 2025, lotto 73 (come Girolamo Donnini)
Collezione privata
Secondo le parole del Malvasia Donnini 'ebbe in Modena i primi principi del disegno dallo Stringa, pittore di quella Corte: poscia venuto a Bologna, raccomandato da alcuni Signori della stessa Corte, al conte Gio. Pietro Lucattelli, fu da questo nella sua casa accolto, e per qualche tratto di tempo mantenuto e nella scuola di Gian Gioseffo dal Sole collocato' per poi trasferirsi a Forlì nella bottega del cavalier Cignani fino al 1712 e condursi a Roma, prima di aprire una propria bottega a Bologna (Malvasia, 1769, pp. 189-190). Il successo dell'artista si misura con le opere anche di grande formato, che inviò nella provincia emiliana, nelle Marche e anche più lontano, a Bergamo, a Torino, a Tivoli in virtù di una poetica classicista di levigata e composta bellezza, guardando altresì agli esempi del Franceschini e indubbiamente a Guido Reni. Pertanto, Donnini mostra una consapevole deferenza nei confronti della tradizione bolognese conseguendo soluzioni di grande elezione formale, secondo un gusto che si potrebbe definire purista e che si rende poi riconoscibile grazie al caratteristico modo di piegare i panneggi secondo andamenti quasi cartacei.
Si ringrazia Massimo Pulini per l'attribuzione.
Bibliografia di riferimento:
L. Crespi, Vite de' pittori bolognesi, Roma 1769, pp. 189
R. Roli, Pittura bolognese 1650-1800..., Bologna 1977, pp. 99, 134, 137, 255
F. Rinaldi, Girolamo Donnini, Reggio Emilia 1979, ad vocem
L'arte degli Estensi. La pittura del Seicento e del Settecento a Modena e Reggio, catalogo della mostra, Modena 1986, p. 310
M. Pulini, Il delicato classicismo di Girolamo Donnini, in Correggio produce 98, 1998, pp. 31, 32, 34
Annunciazione
Olio su tela, cm 104X87,5
Provenienza:
Genova, collezione privata
Vienna, Dorotheum, 25 maggio 2025, lotto 73 (come Girolamo Donnini)
Collezione privata
Secondo le parole del Malvasia Donnini 'ebbe in Modena i primi principi del disegno dallo Stringa, pittore di quella Corte: poscia venuto a Bologna, raccomandato da alcuni Signori della stessa Corte, al conte Gio. Pietro Lucattelli, fu da questo nella sua casa accolto, e per qualche tratto di tempo mantenuto e nella scuola di Gian Gioseffo dal Sole collocato' per poi trasferirsi a Forlì nella bottega del cavalier Cignani fino al 1712 e condursi a Roma, prima di aprire una propria bottega a Bologna (Malvasia, 1769, pp. 189-190). Il successo dell'artista si misura con le opere anche di grande formato, che inviò nella provincia emiliana, nelle Marche e anche più lontano, a Bergamo, a Torino, a Tivoli in virtù di una poetica classicista di levigata e composta bellezza, guardando altresì agli esempi del Franceschini e indubbiamente a Guido Reni. Pertanto, Donnini mostra una consapevole deferenza nei confronti della tradizione bolognese conseguendo soluzioni di grande elezione formale, secondo un gusto che si potrebbe definire purista e che si rende poi riconoscibile grazie al caratteristico modo di piegare i panneggi secondo andamenti quasi cartacei.
Si ringrazia Massimo Pulini per l'attribuzione.
Bibliografia di riferimento:
L. Crespi, Vite de' pittori bolognesi, Roma 1769, pp. 189
R. Roli, Pittura bolognese 1650-1800..., Bologna 1977, pp. 99, 134, 137, 255
F. Rinaldi, Girolamo Donnini, Reggio Emilia 1979, ad vocem
L'arte degli Estensi. La pittura del Seicento e del Settecento a Modena e Reggio, catalogo della mostra, Modena 1986, p. 310
M. Pulini, Il delicato classicismo di Girolamo Donnini, in Correggio produce 98, 1998, pp. 31, 32, 34
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May 27, 2026 8:00 AM EDTGenoa, Liguria, Italy
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