Description
(Pralboino, 1649 - Montemartino in Val Tidone, 1723)
Natura morta con uva, fichi e un fungo
Olio su tela, cm 55X74,5
Provenienza:
Vienna, Dorotheum, 6 ottobre 1999, lotto 138 (come Marcantonio Rizzi)
Collezione privata
La riscoperta critica di Marcoantonio Rizzi è storia recente e la sua conoscenza si deve agli studi di Alessandro Morandotti, Ferdinando Arisi e dalle indagini archivistiche di Giorgi Fiori, ma sin da subito fu riconosciuto tra gli esponenti di spicco tra gli artisti dediti al genere della natura morta tra Sei ; Settecento attivi tra il confine Emiliano e Lombardo. La sua formazione avvenne a Piacenza e fu dedito ad un'arte di squisita valenza estetica che gli valse un immediato successo, in modo particolare nella zona del modenese dove per conto della famiglia d'Este eseguì ben trentasette tele destinate al Palazzo di Sassuolo. Il repertorio del Rizzi è quasi esclusivamente dedicato a raffinate composizioni di frutti e le sue opere influenzarono notevolmente lo stile di Gilardo da Lodi. Tornando alla tela in esame, riscontriamo la sua similitudine con quella appartenente alla collezione Monti di Piacenza (cfr. Bocchi 1998, p. 147, fig. 158), in cui l'uva e le foglie riflettono una precisa identità stilistica per le eleganti luci smorzate e l'uva caratterizzata da lucori madreperlacei di straordinaria eleganza.
Bibliografia di riferimento:
A. Morandotti in F. Zeri, La natura morta in Italia, Milano 1989, vol. 1, pp. 262-263
F. Arisi, Natura morta tra Milano e Parma in età barocca, Piacenza 1995, pp. 616-617
G. Bocchi, U. Bocchi, Naturaliter. Nuovi contributi alla natura morta in Italia settentrionale e Toscana tra XVII e XVIII Secolo, Casalmaggiore 1998, pp. 144-149
Natura morta con uva, fichi e un fungo
Olio su tela, cm 55X74,5
Provenienza:
Vienna, Dorotheum, 6 ottobre 1999, lotto 138 (come Marcantonio Rizzi)
Collezione privata
La riscoperta critica di Marcoantonio Rizzi è storia recente e la sua conoscenza si deve agli studi di Alessandro Morandotti, Ferdinando Arisi e dalle indagini archivistiche di Giorgi Fiori, ma sin da subito fu riconosciuto tra gli esponenti di spicco tra gli artisti dediti al genere della natura morta tra Sei ; Settecento attivi tra il confine Emiliano e Lombardo. La sua formazione avvenne a Piacenza e fu dedito ad un'arte di squisita valenza estetica che gli valse un immediato successo, in modo particolare nella zona del modenese dove per conto della famiglia d'Este eseguì ben trentasette tele destinate al Palazzo di Sassuolo. Il repertorio del Rizzi è quasi esclusivamente dedicato a raffinate composizioni di frutti e le sue opere influenzarono notevolmente lo stile di Gilardo da Lodi. Tornando alla tela in esame, riscontriamo la sua similitudine con quella appartenente alla collezione Monti di Piacenza (cfr. Bocchi 1998, p. 147, fig. 158), in cui l'uva e le foglie riflettono una precisa identità stilistica per le eleganti luci smorzate e l'uva caratterizzata da lucori madreperlacei di straordinaria eleganza.
Bibliografia di riferimento:
A. Morandotti in F. Zeri, La natura morta in Italia, Milano 1989, vol. 1, pp. 262-263
F. Arisi, Natura morta tra Milano e Parma in età barocca, Piacenza 1995, pp. 616-617
G. Bocchi, U. Bocchi, Naturaliter. Nuovi contributi alla natura morta in Italia settentrionale e Toscana tra XVII e XVIII Secolo, Casalmaggiore 1998, pp. 144-149
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MARCANTONIO RIZZI
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OLD MASTER AND 19TH-CENTURY PAINTING
May 27, 2026 8:00 AM EDTGenoa, Liguria, Italy
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