Description
(Firenze, 1525 - 1605)
Ritratto di Piero Strozzi
Olio su tavola, cm 45,5X36
Provenienza:
Vienna, Dorotheum, 29 aprile, 2025, lotto 46 (come cerchia di Cristofano Di Papi)
Genova, collezione privata
L'idea di costituire una collezione di uomini illustri si deve a Paolo Giovio e fu lui che suggerì a Cosimo I di replicarne la serie, a tale scopo, nel 1552, il Duca inviò a Como il pittore Cristofano dell'Altissimo. Il Giovio, infatti, fin dal 1521 aveva dato inizio alla sua peculiare raccolta che giunse a ben quattrocento ritratti e nel 1549, in una lettera pubblicata dal Frey, scrisse a Cosimo di inviargli un pittore 'acciò ne ricavi quelli più famosi, et che più gli gradiranno, per ornare una sala a Castello'. Questa breve introduzione sulle origini dei ritratti oggi agli Uffizi denota che l'autore era noto quale valente ritrattista e degno erede dell'arte di Bronzino e Pontormo di cui fu allievo. Tornando alla tavola in esame, si deve assolutamente rimarcare la sua qualità pittorica che ci consente di ricondurne l'esecuzione al maestro, tenendo presente le diverse altre versioni, compresa quella oggi agli Uffizi, che presenta una condizione di conservazione compromessa.
L'opera è corredata da una scheda critica di Alessandro Nesi.
Bibliografia di riferimento:
G. Vasari, Le Vite... [1568], a cura di G. Milanesi, VII, Firenze 1881, pp. 608-610; VIII, ibid. 1882, p. 374
F. Baldinucci, Notizie dei Professori del disegno... [1681-1728], I-V, Firenze 1845-47, v. Indice nell'ediz. anastatica, VII, Firenze 1975
E. Allegri-A. Cecchi, Palazzo Vecchio e i Medici. Guida storica, Firenze 1980, pp. 304, 310-312
Ritratto di Piero Strozzi
Olio su tavola, cm 45,5X36
Provenienza:
Vienna, Dorotheum, 29 aprile, 2025, lotto 46 (come cerchia di Cristofano Di Papi)
Genova, collezione privata
L'idea di costituire una collezione di uomini illustri si deve a Paolo Giovio e fu lui che suggerì a Cosimo I di replicarne la serie, a tale scopo, nel 1552, il Duca inviò a Como il pittore Cristofano dell'Altissimo. Il Giovio, infatti, fin dal 1521 aveva dato inizio alla sua peculiare raccolta che giunse a ben quattrocento ritratti e nel 1549, in una lettera pubblicata dal Frey, scrisse a Cosimo di inviargli un pittore 'acciò ne ricavi quelli più famosi, et che più gli gradiranno, per ornare una sala a Castello'. Questa breve introduzione sulle origini dei ritratti oggi agli Uffizi denota che l'autore era noto quale valente ritrattista e degno erede dell'arte di Bronzino e Pontormo di cui fu allievo. Tornando alla tavola in esame, si deve assolutamente rimarcare la sua qualità pittorica che ci consente di ricondurne l'esecuzione al maestro, tenendo presente le diverse altre versioni, compresa quella oggi agli Uffizi, che presenta una condizione di conservazione compromessa.
L'opera è corredata da una scheda critica di Alessandro Nesi.
Bibliografia di riferimento:
G. Vasari, Le Vite... [1568], a cura di G. Milanesi, VII, Firenze 1881, pp. 608-610; VIII, ibid. 1882, p. 374
F. Baldinucci, Notizie dei Professori del disegno... [1681-1728], I-V, Firenze 1845-47, v. Indice nell'ediz. anastatica, VII, Firenze 1975
E. Allegri-A. Cecchi, Palazzo Vecchio e i Medici. Guida storica, Firenze 1980, pp. 304, 310-312
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May 27, 2026 8:00 AM EDTGenoa, Liguria, Italy
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