Description
(Gaeta, 1680 - Napoli, 1764)
Santo diacono
Olio su tela, cm 64X50
Provenienza:
Collezione privata
Il dipinto reca un'attribuzione collezionistica a Sebastiano Conca che condividiamo prendendo atto dei caratteri pittorici e, in modo particolare, della qualità. Come sappiamo, dopo la formazione avvenuta a Napoli nella bottega di Francesco Solimena l'artista si trasferì a Roma e, perdute le tele dipinte del 1706 e 1707 per l'abbazia di Montecassino, la prima opera a noi nota è l'Adorazione dei Magi firmata e datata 1707, conservata al museo di Tours. Detto questo, fin dalle prime prove il pittore consegue uno stile di notevole eleganza formale coniugando le influenze solimenesche con la preziosa lezione di Carlo Maratti, senza escludere la pluralità di stimoli che offriva il contesto artistico romano. Il suo stile, infatti, appare già chiaramente delineato nelle opere realizzate nel terzo decennio, ricordando la sua ammissione all'Accademia di San Luca nel 1718, istituzione della quale fu principe per ben due volte (1729-1732 e 1739-1741). Per quanto riguarda la tela in esame si può collocare alla piena maturità, intorno al sesto-settimo decennio per la sua notevole raffinatezza e le suggestioni indotte dagli artisti francesi attivi a Roma. A questo proposito ricordiamo che i biografi annotano il suo legame d'amicizia con lo scultore Pierre Legros (1666-1719), che si era fatto ritrarre da Conca in un dipinto non rintracciato ma menzionato nell'inventario post mortem e che nel 1716 l'artista era vicino di casa di Jean-Baptiste Vanloo (1684-1745).
Bibliografia di riferimento:
Orlandi P.A., L'abecedario pittorico, Bologna 1719
B. De Dominici, Vite dei Pittori, Scultori ed Architetti Napoletani, Napoli 1745, p. 626
G. Sestieri, Contributi a Sebastiano Conca. II. Commentari. Roma 1970, vol. 21, pp. 122-138
G. Sestieri, in Sebastiano Conca (1680 ; 1764), catalogo della mostra a cura di A. Griseri, O. Michel, G. Sestieri e N. Spinosa, Gaeta 1981
G. Sestieri, Repertorio della pittura romana della fine del Seicento e del Settecento, Torino 1994, I, pp. 173-176
M. Epifani, Sebastiano Conca ei francesi: sintonie e sguardi reciproci, in Sfida al Barocco, catalogo della mostra a cura di M. di Macco G. Dardanello C. Gauna, Genova 2020, pp. 151-158
M. Epifani, Da Napoli a Roma, Torino e le corti europee: aggiunte e precisazioni al catalogo di Sebastiano Conca, pittore cosmopolita, in Palazzo Madama. Studi e Notizie, anno V, numero 4/2020, pp. 72-87
Santo diacono
Olio su tela, cm 64X50
Provenienza:
Collezione privata
Il dipinto reca un'attribuzione collezionistica a Sebastiano Conca che condividiamo prendendo atto dei caratteri pittorici e, in modo particolare, della qualità. Come sappiamo, dopo la formazione avvenuta a Napoli nella bottega di Francesco Solimena l'artista si trasferì a Roma e, perdute le tele dipinte del 1706 e 1707 per l'abbazia di Montecassino, la prima opera a noi nota è l'Adorazione dei Magi firmata e datata 1707, conservata al museo di Tours. Detto questo, fin dalle prime prove il pittore consegue uno stile di notevole eleganza formale coniugando le influenze solimenesche con la preziosa lezione di Carlo Maratti, senza escludere la pluralità di stimoli che offriva il contesto artistico romano. Il suo stile, infatti, appare già chiaramente delineato nelle opere realizzate nel terzo decennio, ricordando la sua ammissione all'Accademia di San Luca nel 1718, istituzione della quale fu principe per ben due volte (1729-1732 e 1739-1741). Per quanto riguarda la tela in esame si può collocare alla piena maturità, intorno al sesto-settimo decennio per la sua notevole raffinatezza e le suggestioni indotte dagli artisti francesi attivi a Roma. A questo proposito ricordiamo che i biografi annotano il suo legame d'amicizia con lo scultore Pierre Legros (1666-1719), che si era fatto ritrarre da Conca in un dipinto non rintracciato ma menzionato nell'inventario post mortem e che nel 1716 l'artista era vicino di casa di Jean-Baptiste Vanloo (1684-1745).
Bibliografia di riferimento:
Orlandi P.A., L'abecedario pittorico, Bologna 1719
B. De Dominici, Vite dei Pittori, Scultori ed Architetti Napoletani, Napoli 1745, p. 626
G. Sestieri, Contributi a Sebastiano Conca. II. Commentari. Roma 1970, vol. 21, pp. 122-138
G. Sestieri, in Sebastiano Conca (1680 ; 1764), catalogo della mostra a cura di A. Griseri, O. Michel, G. Sestieri e N. Spinosa, Gaeta 1981
G. Sestieri, Repertorio della pittura romana della fine del Seicento e del Settecento, Torino 1994, I, pp. 173-176
M. Epifani, Sebastiano Conca ei francesi: sintonie e sguardi reciproci, in Sfida al Barocco, catalogo della mostra a cura di M. di Macco G. Dardanello C. Gauna, Genova 2020, pp. 151-158
M. Epifani, Da Napoli a Roma, Torino e le corti europee: aggiunte e precisazioni al catalogo di Sebastiano Conca, pittore cosmopolita, in Palazzo Madama. Studi e Notizie, anno V, numero 4/2020, pp. 72-87
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